A Larino il carcere che mette al centro la dignità e la famiglia

Il carcere di Larino si distingue come una delle realtà più virtuose del sistema penitenziario italiano. A riconoscerlo è il Report di monitoraggio 2021-2022 sull’attuazione della Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti, elaborato dal Tavolo permanente tra Ministero della Giustizia, Garante per l’Infanzia e associazione Bambinisenzasbarre.

Il documento indica l’istituto frentano come modello di carcere “aperto”, in grado di unire sicurezza e umanità, rigore e accoglienza. Un risultato che non nasce per caso, ma da un lavoro costante volto a preservare la dignità della persona detenuta e a mantenere vivi i legami familiari, in particolare il rapporto tra genitori e figli.

A Larino, la pena non è soltanto privazione della libertà, ma anche e soprattutto percorso di responsabilità e reinserimento. La struttura, piccola ma efficiente, ospita una popolazione detenuta prevalentemente italiana e si distingue per le iniziative di sostegno alla genitorialità, considerate parte integrante del percorso rieducativo.

Durante la pandemia, l’istituto ha garantito la continuità affettiva attraverso le videochiamate, oggi diventate una pratica stabile. I colloqui in presenza avvengono in ambienti accoglienti, con tempi d’attesa ridotti e spazi pensati per rendere meno traumatico l’incontro tra genitore e figlio.

Tra i progetti più significativi ci sono gli “Spazi Gialli”, aree colorate e familiari dove i bambini vengono preparati con delicatezza all’incontro con il genitore detenuto. Un modo per tutelare il loro diritto alla relazione, trasformando un momento difficile in dialogo e normalità.

Il carcere di Larino, secondo il report, dimostra che rieducazione e umanità possono convivere, e che anche dietro le sbarre la dignità e i legami affettivi restano fondamenta di una vera giustizia.

Comments are closed.