Al Neuromed lo studio sugli effetti dei farmaci sull’invecchiamento per il progetto Moli – Sani

Il progetto Moli – Sani da anni si propone di inquadrare lo stato di salute generale della popolazione in regione, conducendo specifici studi in campo medico – scientifico.
Nell’ultima indagine, condotta dagli esperti in Epidemiologia e Prevenzione dell’Istituto di ricerca Neuromed di Pozzilli, e che ha coinvolto 1.098 partecipanti, le ricerche si sono concentrate sugli effetti dell’assunzione di troppi farmaci sul benessere della persona. In particolare, le ricerche realizzate in collaborazione con le Università di Casamassima, Varese e Trieste, hanno dimostrato che la politerapia, intesa come l’assunzione di cinque o più farmaci contemporaneamente, nel tempo possa causare un’accelerazione dei processi biologici dell’invecchiamento. La regolare assunzione di numerose medicine è frequente proprio tra le persone in età già avanzata, ed è spesso dovuta alla necessità di gestire condizioni croniche, difficilmente trattabili con percorsi di cura alternativi.
Per dimostrare la correlazione tra farmaci e invecchiamento sono stati prelevati sui partecipanti campioni di sangue a distanza di 13 anni, e quindi in fasi della vita diverse: dalle analisi è emerso che nelle persone sottoposte giornalmente ad una serie di trattamenti farmacologici la presenza di indicatori dell’invecchiamento è maggiore, evidenziando più cambiamenti epigenetici nel DNA, cosa che influisce sulla funzionalità degli organi e sulle difese immunitarie, e che quindi potrebbe avere un’incidenza anche su eventuali episodi mortalità.
Uno studio ancora in evoluzione, ma che mette in evidenza l’importanza di valutare, laddove sia possibile, la scelta di percorsi medici meno impattanti sull’organismo dei pazienti.

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