Disoccupazione e trasporti. I sindacati chiedono interventi da parte della Regione

Disoccupazione e trasporti. I sindacati chiedono interventi da parte della Regione

27 Dicembre 2019 Off Di Redazione

Non benissimo gli ultimi dati del terzo trimestre del 2019 sulla condizione occupazionale in Molise. Ad essere preoccupato, soprattutto il sindacato della cisl che denuncia uno scarso utilizzo delle risorse europee a disposizione della Regione. Unico dato positivo è che la disoccupazione nel terzo trimestre si sta rivelando in leggerissimo calo, anche se il numero delle ore lavorate è inferiore rispetto allo stesso periodo del 2018. Questa piccola crescita occupazionale di circa 1000 unità è legata quasi esclusivamente a contratti di lavoro a termine con un aumento della precarietà. La disoccupazione giovanile insomma si attesta a oltre il 45% con circa l’11% in più rispetto alla media nazionale che si attesta al 34,7%.

I giovani che non lavorano e non studiano tra i 15 e i 34 anni sono ben il 26%. “Il Molise non sa spendere le risorse europee a sua disposizione”, ha dichiarato alla luce dei dati il Segretario della CISL Antonio D’Alessandro. Per D’Alessandro inoltre ad aggravare la situazione una macchina politico-amministrativa in evidente difficoltà e una scarsa gestione delle risorse economiche europee a disposizione. A destare preoccupazione anche il comparto edile e le imprese che continuano a chiudere e a fallire con conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro. Ultima, ma non ultima la questione della viabilità e dei trasporti, altro nodo al pettine da scogliere al più presto per restituire dignità, soprattutto ai lavoratori che da tempo lamentano disservizi e ritardi nei pagamenti.

Per i sindacati, per tanto, alla luce di questo, è ora di avviare un confronto della Regione con il governo centrale, e con le Ferrovie dello Stato, per il potenziamento, l’ammodernamento del trasporto su ferro, la manutenzione e l’ampliamento della rete viaria per migliorare i collegamenti extraregionali, ma anche per favorire la mobilità territoriale delle aree interne, in fase di spopolamento e con una popolazione a fortissima prevalenza di anziani, la più bisognosa di servizi.