Si sta concretizzando il progetto di un sito di produzione di energia eolica nel tratto di mare compreso tra Vasto e Termoli: è infatti stata avviata dal Ministero dell’Ambiente la Valutazione di Impatto Ambientale, iniziata con la fase di confronto tra gli enti in merito al progetto “Rospo Offshore”, del costo complessivo di 3,7 miliardi di euro.
Il progetto prevede l’installazione di 67 torri per una potenza complessiva di 1005 MW. Gli aerogeneratori sarebbero posizionati su fondazioni fissate al fondale marino e avrebbero un altezza massima di 270 metri. Il tutto a una distanza minima dalla costa di 21 km e mezzo da quella molisana e di circa 30 km da quella abruzzese.
Un cavidotto collegherebbe poi l’impianto con la terraferma all’altezza del promontorio di Punta Penna a Vasto, proseguendo poi con il sistema di accumulo dell’energia costituito da 490 container, all’altezza della dell’allacciamento tra la A25 e la A14.
Un complesso di infrastrutture di notevole entità, ma che per alcuni residenti e ambientalisti avrebbe un forte impatto sull’ecosistema e sul paesaggio naturale, soprattutto se paragonato al rapporto costi – benefici.
A pensarla così è il Forum H2O, seppur favorevole in generale all’adozione delle rinnovabili in alternativa ad altre forme di produzione di energia maggiormente inquinanti, come quella prodotta dai combustibili fossili.
A generare perplessità, il fatto che a presentare il progetto da 3,7 miliardi di euro sia una società SRL, quindi che rientra tra le piccole medie imprese.








