ESTATE 2018: la disastrosa stagione balneare a Termoli

ESTATE 2018: la disastrosa stagione balneare a Termoli

3 Settembre 2018 Off Di Redazione


Per Termoli decisamente il 2018 finora è stato l’ Annus Orribilis, il peggiore periodo da decenni.

Ad illustrare le circostanze della mortificazione sono numerosi cittadini, che sottolineano lo stato di difficoltà che tutti, turisti compresi, sono stati costretti a vivere, soprattutto nel periodo della stagione estiva.

Tra le tante note, prendiamo quella di Nicola Felice, che tante volte si è occupato di Sanità e dei problemi termolesi attraverso il Comitato Pro San Timoteo.

Felice sottolinea come la stagione è iniziata malissimo con la perdita, dopo 15 anni, della “Bandiera Blu” e sta finendo malissimo con il divieto temporaneo di balneazione sul lungomare sud di Termoli, un provvedimento emesso dal Sindaco Sbrocca in seguito al risultato negativo delle analisi sulle acque di balneazione eseguite dall’Agenzia regionale di Protezione Ambientale.

Per Nicola Felice l’ordinanza porterà effetti negativi soprattutto il prossimo anno, quando sarà difficile riconquistare la Bandiera Blu.

Ricorda che l’amministrazione non ha mai spiegato le motivazioni per la mancata concessione del vessillo di qualità ambientale e che sono tanti i parametri che concorrono alla sua assegnazione tra i quali, la più importante, la raccolta differenziata dei rifiuti.

 Termoli è una cittadina che vive molto di turismo, punta sulla disponibilità turistica da decine di anni e però mostra, spesso e volentieri, di non essere in grado di proporre una buona fase di accoglimento, sono sempre troppe le problematiche sul territorio e tra queste sono davvero troppi gli episodi che ne hanno pregiudicato, nel corso degli ultimi tempi, la normalità dei percorsi esistenziali.

Disservizi per raccolta e smaltimento dei rifiuti, pulizia delle strade, servizio idrico e fognario, viabilità, parcheggi, lo stato complessivo dei due lungomari, quello situato a nord e Rio Vivo a sud, i problemi di inquinamento, le frequenti inondazioni del Sinarca, lo stato di disagio complessivo in una cittadina che sembra aver arrestato la sua corsa alla modernità.

Tutto questo in aggiunta al problematico sistema sanitario, all’inefficienza dell’impianto di depurazione del Porto, che si presenta con emissioni di odori sgradevoli che imprigionano l’intero Borgo Vecchio e a tutte quelle disfunzioni che stanno usufruendo, da tempo, solo e soltanto di annunci e rinvii da parte dell’Amministrazione, che, pare orientata quasi esclusivamente a costruire quello che i cittadini ed i comitati chiamano “il Grande Scempio”, il Tunnel, un’opera che per molte persone rappresenta un “Buco Nero”, la reale negatività di un luogo che odora oggi di disastro e arretramento.