La protesta del neonato Comitato Commercianti Molisani che intendono “Spegnere la Città”

La protesta del neonato Comitato Commercianti Molisani che intendono “Spegnere la Città”

12 Novembre 2020 Off Di Giuseppe Pittà

In un attimo la necessità di manifestare un disagio diventa una realtà che coinvolge moltissime persone, se non tutte, producendo un nuovo e per tanti versi assai significativo Comitato, quello dei Commercianti Molisani.

Qualcosa che in questo modo non c’era mai stato, perché subito, attraverso il passa parola, assemblee volanti e soprattutto l’uso positivo dei social ha incassato adesioni su adesioni, partendo da quelle di Campobasso, dove è nata l’idea di aggregazione, per giungere a quelle degli altri luoghi del Molise.

Un Comitato che si presenta, nelle sue componenti, unito e determinato, totalmente indirizzato, nei propositi, ad una iniziativa, simbolica ma assai particolare, che è motivata dai tanti problemi del settore e che si concretizza in una prima azione, quella che intende “Spegnere la Città”, attraverso la chiusura delle attività commerciali e dei pubblici esercizi per l’intero pomeriggio di lunedì 16 novembre, una data emblematica perché coincide con quella in cui si concentrano tanti versamenti di natura fiscale.

“Spegnere la città”, dunque, che non è solo il gesto della chiusura dei negozi, ma davvero evitare ogni luce, ogni riverbero delle vetrine, diremmo tranquillamente “serrande chiuse”, portando ogni città ad una vicinanza con i toni oscuri di tante visioni cinematografiche, senza però alcuna scintilla, ma quasi completa oscurità.

Tutto nel segno dei cambiamenti di abitudini e di vita, nel periodo del covid, una situazione complessiva, che, nonostante ristori e sostegni, alcuni tra l’altro relativi al precedente stato di chiusura mai veramente arrivati, non presenta alcun meccanismo concreto di soluzione dei moltissimi problemi che gravano sul comparto del Commercio.

Naturalmente il Comitato chiede un impegno maggiore e più consistente da parte della Regione Molise, attraverso scelte locali e probabilmente nazionali, ad evitare quella “desertificazione commerciale”, che avrebbe a caduta, risultati drammatici per l’intera filiera esistenziale molisana, conseguenze fallimentari che nessuno può e potrà permettersi.