Lo scempio culturale degli scarabocchi sui muri di Campobasso

Lo scempio culturale degli scarabocchi sui muri di Campobasso

22 Giugno 2018 Off Di Redazione


Celebriamo, sempre più spesso, la spinta artistica che è diventata il segno concreto di un movimento culturale, quello della Street Art, omaggiata, nel mondo, da libri, mostre fotografiche e convegni e che in Molise trova gli esempi magnifici delle iniziative di Civitacampomarano e degli splendidi murales su alcuni edifici di Campobasso,Campomarino ed altre cittadine.

Una questione però che è lontana anni luce dall’Arte è la deriva culturale che possiamo registrane, senza ombra di dubbio, nella totalità dei luoghi urbani del capoluogo di regione, che a fronte degli ottimi murales realizzati in certe periferie, mostra i segni, spesso indelebili, di una inciviltà che galoppa, senza contrasti, negli scenari futuri.

A Campobasso, infatti, non esiste un muro privo di almeno una scritta senza senso, uno scarabocchio a celebrare la distanza abissale da un qualche aspetto culturale, frasi inutili che comunicano il nulla, che diventano spinte di una inciviltà sempre più invadente, che affidano il nulla al nulla che, come cittadini, ci domina e ci imprigiona.

Ogni tanto una frase simpatica, ma non certo giustificabile dalla sua ubicazione finale, perché le parole scritte dovrebbero finire sui libri ed i libri dovrebbero essere letti e magari tenuti in più grossa considerazione.

Invece è un proliferare di segni e segnacci: dove c’è un intonaco appena rifatto, appena ripulito, appena pitturato, ecco che arriva la mano blasfema, la mano che sporca, quella che non sa dipingere, che non sa niente di Arte e Cultura, ma solo esplicativa di una ignoranza che sta diventando sempre più totale, affidando al resto del mondo l’unico bene che sembra si possieda, quello dell’ineducazione e del disprezzo dei beni propri ed altrui.

Tutto, naturalmente, senza alcun controllo della città, senza alcuna possibilità di salvezza, in un proliferare della peggiore anarchia, quella di coloro che fanno il proprio comodo, mostrando l’arroganza e la presunzione di un potere che si prendono da soli e che non trova riscontri nelle scelte di chi l’amministra, questa città in gran deriva.