Con la Faglia e le ‘Ndocciate, ad Oratino ed Agnone si rinnova il rito del fuoco

Con la Faglia e le ‘Ndocciate, ad Oratino ed Agnone si rinnova il rito del fuoco

24 Dicembre 2019 Off Di Giuseppe Pittà

La Vigilia di Natale, nel Molise, propone numerose manifestazioni che si richiamano ad una memoria storica secolare e alla tradizione popolare.

Centrali al tutto e tra i più importanti culturalmente sono i riti del fuoco, che si svolgono in due Comuni molisani, Oratino ed Agnone, ricchi entrambi di storia e soprattutto di percorsi artistici.

Le manifestazioni sono note e richiamano sempre un buon numero di visitatori, nonostante la giornata del 24 dicembre non è la giornata particolarmente adatta a muovere le persone per partecipare ai riti.

Si tratta, intanto, del fuoco della Faglia ad Oratino e delle ‘Ndocciate ad Agnone.

Ad Oratino, che ricordiamo è stato il primo Comune molisano ad essere scelto nel novero dei Borghi più belli d’Italia, si tiene il rito de “La Faglia”, una immensa torcia, costruita nei giorni precedenti il Natale, con centinaia e centinaia di canne affastellate, come a formare una grossa torre, che dopo essere stata trasportata, per le strade del paese, a braccio da moltissimi giovani, viene issata nel sacrato della Chiesa Madre ed accesa, per accogliere, alla mezzanotte, l’arrivo del Salvatore.

Ad Agnone, invece, si svolge un rito diverso, che ha però le medesime materie, le canne, che qui vengono legate a fasci e sistemate su una struttura che i portatori, vestiti e protetti dagli antichi mantelli a ruota, posano sulle loro spalle, fasci di canne che, una volta accesi, diventano i protagonisti assoluti di una lunga e molto partecipata processione lungo le strade del paese.

Oratino ed Agnone, due Comuni molisani da visitare in ogni periodo dell’anno, che però, da secoli, ininterrottamente si animano alla Vigilia del Natale, per illuminare con il fuoco la devozione degli oratinesi e degli agnonesi e di tutti coloro che ancora hanno fede e vogliono parteciparla, attraverso un rito che non si esaurisce non il progresso dei tempi e con l’avvento delle nuove generazioni, ma che viene continuamente riproposto nei modi e nei tempi dell’antichità, mantenendo intatte le valenze di un popolo che riconosce e rispetta la propria cultura e le proprie tradizioni.