Domani a Roma la Manifestazione per la Cultura e il Lavoro

Domani a Roma la Manifestazione per la Cultura e il Lavoro

5 Settembre 2018 Off Di Redazione


Anche dal Molise numerosi operatori e professionisti dei settori culturali giungeranno, domani a Roma, per partecipare alla prima manifestazione unitaria per la Cultura e il Lavoro, una iniziativa che intende coinvolgere tutti coloro, che a vario titolo, si occupano di Musei, Archeologia, Arte, Teatro, Cinema, Antropologia, Archivi, Biblioteche, Conservazione, Restauro e tanto altro ancora del settore dei beni culturali in Italia.

Una Manifestazione che si svilupperà attraverso un corteo che dalla tarda mattinata all’intero pomeriggio attraverserà le vie del centro della Capitale.

L’iniziativa, voluta ed organizzata da una moltitudine di associazioni, comitati, sindacati, fondazioni, organizzazioni studentesche, vuole porre l’attenzione su un settore, come quello culturale che muove 250 miliardi di euro, che rappresentano il 17% del Pil.

Un pianeta dove le opportunità di crescita economica sono notevoli, eppure l’occupazione non decolla, soprattutto a causa del sistematico utilizzo del lavoro nero o gratuito.

Anche gli stipendi dei lavoratori della Cultura vengono di anno in anno abbattuti, mentre si cerca, da parte delle istituzioni, di privatizzare l’intero settore, pur essendo importante e fondamentale per l’intera economia nazionale.

Una situazione di difficoltà, come da alcuni esempi molisani, che raccontano di biblioteche chiuse, di siti archeologici e musei spesso privi di guide adeguate, di spinte comunicative che mancano pregiudicando ogni rilancio turistico, di fasi progettuali che stentano a decollare, di istituzioni disattente e di dotazioni e risorse sempre più ridotte, come dimostrano i bilanci dei vari assessorati.

Una presenza molisana che si annuncia massiccia, con molti operatori culturali che ritengono, come scrivono nei documenti ufficiali,  sia “giunto il tempo, per l’intera categoria, di alzare la voce, prendere la parola e occupare il dibattito pubblico”.