Dopo dodici mesi insolitamente silenziosi sul fronte elettorale, il Molise si prepara a tornare protagonista nelle urne. Il 2026 si apre infatti come un anno di ripartenza democratica per numerosi comuni della regione, dopo un 2025 che ha rappresentato una vera e propria anomalia: nessuna consultazione di rilievo e, salvo una sola eccezione, nessuna elezione amministrativa.
L’unico appuntamento con il voto si è registrato a Guglionesi, dove i cittadini sono stati chiamati alle urne in anticipo a seguito della caduta dell’amministrazione comunale eletta appena un anno prima. Un ritorno al voto resosi necessario dopo un periodo di commissariamento che ha interrotto prematuramente il mandato politico.
Per tutti gli altri territori, invece, il calendario elettorale è rimasto fermo. Una circostanza rara, soprattutto in una regione caratterizzata da un’elevata frammentazione amministrativa e da un fisiologico ricambio di sindaci e consigli comunali.
La svolta arriverà ora con la primavera, quando saranno 19 i comuni molisani chiamati a rinnovare le proprie amministrazioni. Si tratta di un voto che affonda le sue radici nella fase più complessa della pandemia. Nel 2020, infatti, a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19, le elezioni amministrative previste per la primavera furono rinviate all’autunno. Uno slittamento che ha prodotto effetti a cascata sulla durata dei mandati.
Quei sindaci hanno visto scadere formalmente il proprio incarico nell’autunno scorso. Tuttavia, una circolare del ministero dell’Interno ha chiarito che il ritorno alle urne dovrà avvenire in primavera, riallineando il calendario elettorale nazionale. Risultato: per questi comuni il mandato amministrativo si estenderà eccezionalmente a cinque anni e mezzo.
Tra i centri più significativi chiamati al voto figurano Bojano e Montenero di Bisaccia, tra i più popolosi della provincia di Campobasso, e Agnone, punto di riferimento dell’Alto Molise e centro di rilievo per la provincia di Isernia.
Nel dettaglio, saranno 11 i comuni della provincia di Campobasso chiamati alle urne: Bojano, Bonefro, Casalciprano, Cercepiccola, Lupara, Montenero di Bisaccia, Pietracatella, Pietracupa, Provvidenti, Roccavivara e San Giuliano del Sannio. Otto, invece, quelli della provincia di Isernia: oltre ad Agnone, anche Conca Casale, Montenero Val Cocchiara, Poggio Sannita, Roccasicura, Santa Maria del Molise, Sant’Angelo del Pesco e Sesto Campano.
Un ritorno alle urne che non rappresenta soltanto un passaggio amministrativo, ma anche un banco di prova politico in un momento delicato per i piccoli comuni: tra spopolamento, difficoltà finanziarie, gestione dei fondi del PNRR e crescente disaffezione al voto, la scelta dei nuovi sindaci assume un peso strategico per il futuro dei territori.
E la “coda” della pandemia continuerà a farsi sentire anche nei prossimi anni. Lo stesso meccanismo si ripeterà infatti nel 2027 per i 30 comuni che votarono nel 2021, quando le amministrative si svolsero nuovamente in autunno a causa dell’emergenza sanitaria. Anche in quel caso, il ritorno alle urne sarà posticipato alla primavera, allungando di sei mesi i mandati. Tra questi comuni rientra anche il capoluogo pentro, Isernia.
