Sarebbe tornato in libertà ad aprile. La fine della pena era ormai vicina, poche settimane ancora nel carcere di Ascoli Piceno e poi il rientro a Campodipietra. Invece la mattina del 24 febbraio Joshua Di Carlo, 23 anni, è stato trovato senza vita nella sua cella. Una morte che la famiglia non intende accettare come un caso già chiuso.
I parenti hanno presentato un esposto in Procura tramite l’avvocato Silvio Tolesino, chiedendo accertamenti approfonditi e respingendo l’ipotesi del gesto autolesionistico circolata nelle prime ore. Vogliono chiarezza sulle cause del decesso e sulle condizioni in cui il giovane si trovava.
Il corpo è stato scoperto durante un controllo della polizia penitenziaria. Inutili i tentativi di rianimazione del personale sanitario e del 118. La constatazione ufficiale parla di arresto cardiocircolatorio, una formula che indica l’esito ma non spiega cosa lo abbia provocato.
Il medico legale Massimo Senati ha disposto l’autopsia, ritenendo non sufficiente l’ispezione esterna. L’esame, ancora da fissare, si svolgerà alla presenza del consulente di parte, il dottor Paolo Scarano. Tra le ipotesi da verificare c’è quella dell’ingestione di farmaci: occorrerà accertare eventuali terapie, dosaggi e modalità di somministrazione.
Restano da chiarire anche alcuni segni riscontrati sul corpo e il contesto detentivo. Nel giugno 2025 il giovane sarebbe rimasto coinvolto in una rissa nello stesso istituto, venendo poi collocato in isolamento. Un episodio che potrebbe rientrare nelle valutazioni della Procura guidata da Mara Faiani.
Joshua stava scontando una pena per furto e in passato aveva avuto problemi di tossicodipendenza, ma la prospettiva dell’uscita rappresentava per lui un passaggio decisivo. Anche il sindaco di Campodipietra, Giuseppe Riccitelli, ha parlato di un ragazzo che meritava un’occasione di riscatto.
Ora sarà l’autopsia a fornire le prime risposte tecniche. La famiglia chiede che nulla venga dato per scontato: solo accertamenti rigorosi, prima di qualsiasi conclusione.
ap







