Domani, martedì 19 novembre, si ferma in Molise tutto il Trasporto Pubblico Locale

Domani, martedì 19 novembre, si ferma in Molise tutto il Trasporto Pubblico Locale

18 Novembre 2019 Off Di Giuseppe Pittà

Dopo lo sciopero di 4 ore, che il 25 ottobre aveva visto una massiccia adesione di autisti e dipendenti delle Società di autolinee oltre che ferrovieri, si ferma ancora, in Molise, il Trasporto Pubblico Locale.

Questa volta l’astensione dal lavoro è prevista per domani, martedì 19 novembre ed interesserà, per ben 24 ore, di nuovo l’intero settore, con gli autoferrotranvieri  molisani che aderiranno allo sciopero, con il personale viaggiante e delle biglietterie, che si asterranno dal lavoro per l’intera prestazione lavorativa ad eccezione delle ore comprese nelle fasce di garanzia che sono: nelle Aziende che espletano il servizio urbano dalle 5.17/8.17 – 13.00/16.00 e per quelle che gestiscono il servizio extraurbano dalle 5,00 alle 8,30 e dalle 13, 00 alle 15,30.

Dalle Organizzazioni Sindacali FILT CGIL, FIT CISL, UIL TRASPORTI, FAISA CISAL e UGL AUTOFERROTRANVIERI si sottolinea come non siano piu’ disposti a tollerare le drammatiche inefficienze del settore e l’indifferenza della Regione rispetto alle condizioni di sfruttamento del personale.

Affermano che sono davvero tante le motivazioni alla base di questa protesta che per la prima volta nella storia del Molise vede riunite tutte le sigle sindacali in una vertenza che in relazione alle problematiche comuni e generalizzate riscontrabili nelle 29 aziende, ha assunto una valenza di carattere regionale. Si passa dalla mancanza di una pianificazione e programmazione del settore trasporti ai sistematici ritardi e, in alcuni casi addirittura alla mancata corresponsione delle retribuzioni ai dipendenti, fenomeno non più isolato e che ora riguarda sia le aziende extraurbane che urbane. Poi vi sono gli aspetti legati alla eccessiva vetustà dei mezzi in circolazione. Il tutto in una condizione di vero sfruttamento del personale che non a caso rende il Molise la regione con le condizioni normative e retributive peggiori del Paese.