La Cisl Funzione Pubblica considera illegittima ogni Ipotesi di Accordo siglato, in questi giorni, con Molise Acque

La Cisl Funzione Pubblica considera illegittima ogni Ipotesi di Accordo siglato, in questi giorni, con Molise Acque

29 Giugno 2020 Off Di Giuseppe Pittà

La dirigenza regionale della Cisl Funzione Pubblica, attraverso i segretari Giuseppe Mennucci e Feliciantonio Di Schiavi, ha fatto pervenire agli organi di stampa la copia della nota inviata al Presidente del Consiglio di amministrazione dell’Azienda Speciale Regionale Molise Acque e per conoscenza al Presidente Donato Toma.

L’argomento è relativo all’Ipotesi di Accordo Aziendale, “avente ad oggetto la disciplina dei contratti di lavoro a tempo determinato, sottoscritto, solo qualche giorno fa, dall’Assessore regionale al Lavoro, Michele Marone, dal Presidente del Consiglio di Amministrazione di Molise Acque, Giuseppe santone, e dalle categorie sindacali di UIL e CGIL, attraverso i segretari Tecla Boccardo e Antonio Amantini.

Per la CISL Funzione Pubblica, come detto, l’Ipotesi sottoscritta è un Accordo che risulta illegittimo, perché incorre in diverse violazioni del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e in alcuni vizi procedurali, come quello in cui si ravvisa che “non risulta una regolare previa convocazione del titolo propedeutico” e il fatto “che la materia oggetto di questa ipotesi di accordo aziendale non rientra tra quelle pertinenti alla contrattazione decentrata integrativa”.

Queste ravvisate caratteristiche di nullità fanno sì che non è possibile, da parte dei dirigenti Cisl, essere presenti all’incontro, fissato per la mattina di oggi, con lo scopo di apporre la firma su un “Accordo Aziendale”, che parte come illegittimo e illegittimo resta.

Intanto, però, la scrivente Organizzazione Sindacale sottolinea che per essa “resta fermo l’obbligo, da parte aziendale, di assumere a tempo determinato il personale del concorso pubblico, espletato nel 2018 ed a tempo indeterminato tutti i lavoratori che hanno maturato i requisiti secondo il Decreto Legislativo numero 81 del 15 giugno 2015, uno strumento legislativo che restituisce la dignità ai moltissimi lavoratori, che spesso sono sotto il ricatto di perdere perfino quella precarietà.

Ma non solo, sottolinea che resta fermo anche l’obbligo, sempre da parte aziendale, di rispettare l’impegno che aveva assunto il 6 dicembre 2017, con tutte le organizzazioni Sindacali, impegno che precisamente recita che “L’Ente, secondo le richieste da parte sindacale, si impegna ad attivare percorsi per l’attuazione delle progressioni verticali del personale interno dipendente a tempo indeterminato”.