Per la CGIL il 2019 è stato un altro anno molto amaro per i molisani

Per la CGIL il 2019 è stato un altro anno molto amaro per i molisani

26 Dicembre 2019 Off Di Giuseppe Pittà

Una sorta di lettera aperta, il documento firmato dal Segretario Regionale della CGIL Abruzzo Molise, FFranco Spina, e dal Segretario della Camera del Lavoro del Molise, Paolo De Socio.

Il tema, che hanno affrontato, è il bilancio dei mesi del 2019, un testo che hanno voluto chiamare “un altro anno amaro per i molisani”, aggiungendo la considerazione che “passa il tempo ma la Regione è sempre più in difficoltà” e sinceramente dicono che “c’è poco da festeggiare”.

Il riferimento sta nel fatto che il Molise è una Regione che perde ogni anno circa 2.000 residenti, per la gran parte giovani.

Una realtà dove cresce la disoccupazione di lunga durata e contestualmente peggiorano le condizioni di vita dei cittadini, dove le famiglie subiscono la riduzione del PIL pro-capite e nel contempo devono fare i conti con un sistema dei servizi pubblici essenziali sempre più ridotto al minimo.

Una regione, che rischia fortemente di perdere la propria autonomia.

Sottolineano come “Sono saltati interi settori economici regionali, interi poli industriali e filiere ritenute da molti governanti obsolete. Eppure, esse hanno garantito per anni, migliaia di occupati, oltre 14 mila persone tra diretti ed indotto. E’ utile ricordare che dal 2008, il Molise ha perso circa 25 mila posti di lavoro in gran parte  stabili e duraturi. Pur assistendo negli ultimi anni a piccoli segnali di ripresa, essi non sopperiscono alla pesante perdita occupazionale”

Se a questi numeri aggiungiamo quelli derivanti dalle criticità del settore costruzioni, dei servizi e del commercio oltre che delle tante piccole aziende di cui non parla nessuno,  e’ evidente che i fondamentali economici e sociali per questa terra sono traballanti.

La conclusione è davvero colma di amarezza, infatti scrivono che “Come sindacato lo abbiamo sempre detto: pensare che da soli, con queste premesse, in un contesto nazionale ed europeo difficile  e senza un minimo di idee condivise sul da farsi, si possa affrontare il 2020 e gli anni futuri in maniera tranquilla, è pura follia.