Polemiche in corso d’opera per i lavoratori precari di “Molise Acque”

Polemiche in corso d’opera per i lavoratori precari di “Molise Acque”

30 Giugno 2020 Off Di Giuseppe Pittà

Ci sono alcune diverse interpretazioni del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro e delle leggi e decreti dello Stato, alla base delle polemiche scatenatesi tra i dirigenti delle organizzazioni sindacali ed i lavoratori precari dell’Azienda Speciale “Molise Acque” a causa di un accordo, sottoscritto da CGIL e UIL ed invece non siglato dalla CISL.

La questione sembra assai delicata, perché si parla di lavoro, di persone che da anni vivono la precarietà e che sperano in un cambiamento in meglio, attraverso una loro concreta stabilizzazione, una trasformazione del loro attuale disagio in un più sereno lavoro a tempo indeterminato.

Il problema si sviluppa negli anni, tra varie intese e brutali dinieghi, come l’ultimo che, da parte aziendale spinge alla dismissione di questi lavoratori precari, fermo restando l’impegno, mediate tale citato accordo, ad una assunzione a tempo determinato per tre anni.

Il problema sta tutto qui, per i dirigenti CGIL e UIL l’intesa sarebbe una splendida vittoria, per la CISL è invece un “accordo capestro”, anzi, si parla di accordo truffa”.

Da una parte si sostiene che si è salvato il lavoro e dunque lo stipendio di una cospicua parte di lavoratori destinati all’allontanamento, dall’altra, al contrario, si sostiene che ci sono le condizioni di legge, contrattuali e di impegni pregressi assunti tra le parti per trasformare il loro lavoro a tempo indeterminato.

Da tutto questo arriva la polemica e le assunzioni di responsabilità da parte sindacale, con la CGIL e la UIL che firmano l’accordo e la CISL che non vuole firmare, perchè ritiene l’accordo una intesa sbagliata.

Sembra un fatto legittimo, che rientra nelle prerogative delle parti sociali, come smbra legittimo l’intervento del Comitato dei lavoratori, quando afferma che “non si riesce a comprendere come il sindacato in questione, la CISL, possa opporsi all’accordo sottoscritto, che tutela tutti i lavoratori , garantendo a noi e alle nostre famiglie un futuro dignitoso”.

Siamo, a questo punto, convinti che la diatriba continuerà, attraverso due visioni contrapposte, un accordo in bianco e nero, con una parte che lo sostiene ed un’altra che ci vede un problema, un ritardo, addirittura una truffa.