Sindacati ed Imprese criticano il Presidente Donato Toma e disertano il Comitato di Sorveglianza

Sindacati ed Imprese criticano il Presidente Donato Toma e disertano il Comitato di Sorveglianza

12 Dicembre 2020 Off Di Redazione

Le organizzazioni sindacali, CGIL, CISL, UIL, insieme alle sigle rappresentative del mondo delle imprese, CONFINDUSTRIA, CASAARTIGIANI, CONFCOMMERCIO, CNA, CONFARTIGIANATO, ANCE-ACEM, UNIONE REGIONALE ARTIGIANI, CONFESERCENTI, CIA E COLDIRETTI, hanno assunto una netta posizione di critica nei confronti del Presidente della Regione, Donato Toma, e del suo governo.

Hanno infatti, insieme e in piena sintonia tra tutti i loro rappresentanti, deciso di disertare il tavolo del Comitato di Sorveglianza, dando un forte segnale, unitario e determinante dell’intero universo del lavoro, contro i metodi e le modalità usate da coloro che guidano le sorti, politiche e amministrative, del territorio regionale.

La decisione è stata presa, come vogliono sottolineare, per le riunioni già fissate, relative al Piano Operativo Regionale, ma anche per quelle che saranno organizzate per le prossime programmazioni dei fondi europei e nazionali.

Tali incontri” – sottolineano e ribadiscono – “sono ormai degli appuntamenti rituali, svuotati di ogni significato, sia esso programmatico e politico”. La cosa la si evince dal fatto che “ol governo regionale ha relegato i rappresentanti del Partenariato al ruolo di semplici spettatori”.

La pandemia ha insegnato” – sostengono le Organizzazioni molisane del Partenariato – “che il Paese o riprende a crescere tutto insieme, attenuando squilibri territoriali, sociali, economici e ambientali, o non ce la farà a superare la grave crisi economica che giorno dopo giorno lo sta avviluppando.”

Sarebbe fondamentale” – sostengono – “in questa fase, riportare allo Stato centrale tutte quelle competenze che hanno una influenza sul piano globale e avviare, contestualmente, una riflessione sulle configurazioni dimensionali delle Regioni. Una riflessione che consenta la piena esigibilità di diritti e di servizi. A partire dalla Sanità e dal conseguente diritto alla salute, che proprio la pandemia con la quale ancora ci confrontiamo ha elevato a fenomeno mondiale. Ma la stessa cosa vale per i trasporti e la mobilità, per le infrastrutture, l’ambiente, l’istruzione, il turismo, le politiche energetiche, il lavoro!”