Torna la protesta, a Campobasso, dei titolari degli esercizi pubblici e delle strutture sportive, sottoposti a chiusura dal Presidente Conte

Torna la protesta, a Campobasso, dei titolari degli esercizi pubblici e delle strutture sportive, sottoposti a chiusura dal Presidente Conte

29 Ottobre 2020 Off Di Giuseppe Pittà

Le chiusure, parziali o intere, di bar, ristoranti, palestre, piscine e luoghi della Cultura hanno trovato grosse reazioni nel Paese, compreso a Campobasso, dove, con l’organizzazione dell’Apem, Associazione Pubblici Esercizi Molise, e FederComTur, Federazione Commercio e Turismo, sono stati organizzati due presidi, il primo qualche giorno fa nei pressi del Consiglio Regionale  e l’altro, questa mattina, davanti la sede della Prefettura di Campobasso.

I temi alla base della protesta sono sottolineati dai dirigenti dell’APEM e Feder.Com.Tur nel seguente comunicato:

“Hanno chiuso bar ristoranti pasticceria ecc, con un ulteriore DPCM, un colpo di mano per coprire i propri errori gli sprechi e i mancati controlli dopo il liberi tutti. Solo promesse su incentivi e ristori economici che non arriveranno a breve e saranno comunque insufficienti considerando quanto già patito dalle imprese a Marzo. Inoltre tanti settori che avevano investito per mettersi in regola sono stati chiusi senza motivo e preavviso. Palestre piscine e centri sportivi partiranno danni incalcolabili, per non contare, i danni al commercio e alle attività ad esse connesse. Una decisione del genere è come un coprifuoco e forse anche di più. Noi non siamo irresponsabili rispetto alla gravissima situazione sanitaria ;

Rispettiamo il virus e coloro che soffrono, ma se stiamo così la colpa è di chi in 6 mesi non ha fatto nulla affidandosi solo alla sorte. Le parole del premier non sono sufficienti a rassicurare che ha già sperimentato la sua doppiezza. Altro che Buon Governo. Noi di Federcomtur chiediamo un patto per il Sistema Paese. Certezze delle cure. Soldi immediati a fondo perduto. Rateizzazione e differimento delle tasse. Mantenimento del lavoro e i livelli occupazionale”.