Riguarda la legittimità delle procedure burocratiche per il rinnovo degli incarichi, il disappunto espresso dal gruppo politico del Movimento 5 Stelle in consiglio regionale.
Dopo la conferma, con una recente delibera dell’esecutivo, dell’incarico di direttore generale della giunta per Domenico Nucci, a destare contrarietà è il suo imminente pensionamento a partire dal 1 marzo.
Ciò comporterà per lui di dover ricoprire un incarico che, secondo le fonti, ammonterebbe a 200 mila euro all’anno, e valido fino al termine del mandato del Presidente della Regione Francesco Roberti, ciò in contrapposizione a quanto stabilito dalla legge che prevede l’impossibilità di ricoprire ruoli pubblici con compenso economico dopo la pensione.
Una scelta che il consigliere regionale Roberto Gravina ha definito “rischiosa se non addirittura illegittima”, affermazione da lui supportata citando alcune sentenze della Corte dei Conti, secondo cui lo svolgimento di incarichi remunerati da parte dei pensionati, o da coloro che si avvicinano alla fase pensionistica, determinerebbe un danno erariale.
Ma fanno riferimento sempre alla Corte dei Conti anche le motivazioni che per la Giunta renderebbero invece la scelta legittima, con riferimento alla sentenza n. 147 dello scorso anno emessa dalla sezione Lombardia, che riterrebbe applicabile il criterio per coloro che risultano già in pensione al momento del conferimento della carica, e non a coloro che sono invece prossimi.
Sulla questione è in fase di stesura, da parte dell’opposizione pentastellata, una mozione che sarà presentata per chiederne la discussione a Palazzo D’Aimmo. La richiesta, rendere l’incarico a titolo gratuito o in alternativa sospenderne il rinnovo.








