Nell’aula dell’assemblea regionale a Palazzo D’aimmo si spera che al più presto arrivi la discussione avviata della minoranza del Movimento 5 Stelle e Costruire Democrazia di sostituire la struttura commissariale della sanità pubblica e precisamente Marco Bonamico e Ulisse Di Giacomo.
A parere della opposizione nonostante il cambio ai vertici avvenuto nell’agosto del 2023, anche il risultato di gestione 2024 si è chiuso in negativo, determinando l’attivazione degli aumenti fiscali e il blocco delle spese non obbligatorie fino a tutto il 2026, disagi che saranno a carico di cittadini, imprese e sul bilancio della Regione. La contestazione nasce soprattutto dalla mancata approvazione del Programma Operativo, condizione necessaria per l’accesso al contributo straordinario da 90 milioni di euro destinato al Molise, che al momento resta congelato dal governo nazionale.
La mozione richiama, inoltre, le nuove indicazioni della legge di bilancio 2026, giudicate ancora più onerose e difficilmente sostenibili, in un contesto già segnato da oltre 16 anni di commissariamento.
In pratica in Molise si continuano a pagare le tasse più alte del Paese e i 90 milioni promessi dalla premier Giorgia Meloni sul deficitario sistema sanitario restano sospesi per le inadempienze dei commissari.
