Il nodo della Rete Ictus torna al centro dello scontro politico e istituzionale. Il Movimento 5 Stelle ha depositato una nuova interrogazione parlamentare indirizzata al ministro della Salute. Al centro del documento i rilievi della Direzione generale della Programmazione sanitaria sul Piano Operativo 2025-2027, giudicato – secondo quanto trapela da ambienti ministeriali – inadeguato e privo dei requisiti essenziali per avviare la rete tempo-dipendente.
Le criticità emerse non sono di poco conto: assenza di un cronoprogramma, squilibri nei conti, carenza di controlli sull’appropriatezza delle prestazioni, mancata omogeneità nell’uso del CUP regionale da parte dei privati e una valutazione insufficiente del reale fabbisogno della popolazione. Un quadro che conferma, sottolineano i pentastellati, quanto già denunciato lo scorso giugno con la prima interrogazione sulla stessa materia.
Il punto politico si intreccia a quello tecnico. Gli stessi commissari straordinari della sanità molisana avrebbero riconosciuto che la mancata approvazione della rete ospedaliera paralizza la riorganizzazione dell’emergenza-urgenza e, di conseguenza, anche delle reti tempo-dipendenti come quella per l’ictus.
“Le nostre preoccupazioni trovano conferma – affermano gli esponenti –Senza un progetto solido e coerente, la Rete Ictus rischia di rimanere solo un annuncio. A peggiorare la situazione contribuisce l’ambiguità dei commissari, che alimentano confusione con continui annunci e smentite, lasciando operatori sanitari e cittadini nell’incertezza”.
Il Movimento chiede ora un chiarimento formale dal Ministero sul parere espresso e, soprattutto, sulle misure che si intendono adottare per garantire la qualità delle cure, riaffermare il ruolo centrale del pubblico nelle prestazioni salva-vita e fissare regole certe per i rapporti con i privati accreditati.







