Il Molise istituisce il Garante per i diritti delle persone con disabilità

Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza, con sei astensioni, la legge che istituisce il Garante dei diritti delle persone con disabilità. La proposta, promossa dai consiglieri Stefania Passarelli e Armandino D’Egidio, è stata illustrata in Aula dalla relatrice Alessandra Salvatore dopo il via libera della IV Commissione permanente.

La nuova figura opererà presso il Consiglio regionale come organo monocratico, dotato di autonomia organizzativa e indipendenza di giudizio, senza vincoli gerarchici o funzionali rispetto agli organi dell’ente. Avrà libero accesso agli atti e alle informazioni necessari allo svolgimento del mandato, nel rispetto della normativa vigente.

L’obiettivo è assicurare su tutto il territorio regionale la piena tutela dei diritti e degli interessi delle persone con disabilità, in coerenza con la Organizzazione delle Nazioni Unite e con la legge 5 febbraio 1992, n. 104.

Le funzioni attribuite sono ampie. Il Garante vigilerà sull’effettivo rispetto delle convenzioni internazionali e delle norme nazionali, promuoverà dignità, autonomia e inclusione nei contesti familiare, scolastico, lavorativo, sportivo e sociale. Potrà monitorare le condizioni degli ospiti nelle strutture residenziali e semiresidenziali, favorire l’eliminazione delle barriere architettoniche e l’accesso ai servizi sanitari, sociali e giuridici, contrastare discriminazioni, abusi e fenomeni di bullismo e cyberbullismo.

Prevista anche la raccolta e l’elaborazione di dati sulla condizione delle persone con disabilità, in collaborazione con l’Osservatorio nazionale istituito dalla legge n. 18 del 2009, nonché la possibilità di sollecitare interventi sostitutivi in caso di inadempienze degli enti locali. Particolare attenzione è riservata alla prevenzione dell’istituzionalizzazione e alla promozione di progetti di vita personalizzati, inclusi percorsi di autonomia abitativa e forme di convivenza solidale.

Il Garante resterà in carica cinque anni e sarà eletto dal Consiglio regionale con il voto favorevole dei due terzi dei componenti nelle prime due votazioni, a garanzia di un’ampia condivisione istituzionale.

ap