Immobilismo amministrativo: Forza Italia a Palazzo San Giorgio punta il dito contro la sindaca Forte

Non solo il centro della città, non solo le zone più visibili e battute dell’agenda politica. Campobasso, ricorda l’esponente di Forza Italia Nicola Cefaratti, è anche – e soprattutto – fatta di contrade, quartieri periferici e comunità che da anni attendono risposte . Un richiamo netto, quello lanciato dal consigliere comunale di centro-destra, che torna a puntare i riflettori su una delle ferite più evidenti del territorio: la scuola incompiuta di Mascione, diventata col tempo il simbolo di una periferia lasciata ai margini.

Cefaratti invita apertamente la sindaca del capoluogo, Marialuisa Forte e l’intera squadra di governo cittadino a compiere un gesto tanto semplice quanto, a suo dire, necessario: uscire dai confini del centro urbano e visitare anche le aree periferiche. “Campobasso non finisce a Vazzieri”, sottolinea, ribadendo come esistano contrade ampie, popolose e vitali che però sembrano non rientrare nelle priorità dell’attuale maggioranza di centrosinistra.

Il caso Mascione è emblematico. Qui sorge una struttura scolastica mai portata a termine, ferma da anni, un cantiere che il consigliere definisce senza mezzi termini “fantasma”. Un’opera che, anziché rappresentare un presidio educativo e sociale, è diventata il manifesto dell’immobilismo amministrativo. Dopo un lungo e complesso iter, segnato anche da vicende giudiziarie, l’immobile è tornato nella piena disponibilità del Comune. Eppure, denuncia Cefaratti, da quel momento nulla si è mosso: né una programmazione chiara, né l’individuazione delle risorse necessarie per completare i lavori.

“Da quasi dieci anni le famiglie di Mascione attendono risposte”, rimarca l’esponente azzurro, parlando di una comunità che chiede semplicemente servizi essenziali e dignità. Il completamento della scuola, oltre a rispondere a un bisogno reale, potrebbe restituire centralità e valore a una delle contrade più importanti del capoluogo. Un’occasione persa, finora, secondo l’opposizione, per incapacità o mancanza di volontà politica.

Nel suo affondo finale, Cefaratti allarga il discorso a una visione più generale della città e del modo in cui viene amministrata. “Non esistono campobassani di serie A e di serie B”, afferma, accusando il centro-sinistra di concentrarsi soprattutto su iniziative di facciata nelle zone nevralgiche, rivendicando risultati che, a suo giudizio, non corrispondono alla realtà vissuta fuori dal centro. A pochi chilometri di distanza, infatti, ci sono quartieri interi costretti a convivere quotidianamente con degrado, carenze infrastrutturali e disservizi.

 

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