Campobasso si prepara a una nuova fase della gestione dei rifiuti urbani con un piano di potenziamento che punta su tecnologia, continuità del servizio e controllo capillare del territorio. Il progetto, definito da SEA e Comune, sarà attuato tra la fine del 2025 e il 2026 e introduce una serie di interventi calibrati sui dati di utilizzo delle strutture esistenti e sulle esigenze espresse dai quartieri.
Il fulcro del piano riguarda l’estensione delle ecostazioni smart alle aree immediatamente esterne al Centro Murattiano. Le postazioni verranno rimodulate passando da cinque a quattro moduli, con l’aggiunta di un comparto dedicato al conferimento dell’organico disponibile tutti i giorni. L’ampliamento non comporterà nuovi costi: la riorganizzazione tecnica delle strutture già presenti ha liberato moduli riutilizzabili in punti strategici della città.
Una parte consistente del piano riguarda i grandi complessi residenziali, considerati nodi sensibili per la gestione degli spazi e la qualità del conferimento. In queste aree verranno introdotti carrellati condominiali per vetro, carta/cartone e plastica/metalli, con lo scopo di limitare l’accumulo di mastelli sulle rastrelliere e rendere più ordinata la raccolta.
Resteranno invece in uso i contenitori individuali per organico e secco residuo, per garantire tracciabilità e corretto smaltimento delle frazioni più critiche.
Particolare attenzione anche all’Isola Ecologica Self-Service attiva 24 ore su 24, dove negli ultimi mesi erano stati registrati casi di abbandoni impropri. Il sistema di videosorveglianza è stato completamente potenziato ed è ora operativo senza interruzioni, consentendo l’identificazione dei primi responsabili. Il monitoraggio costante diventa così un elemento centrale per tutelare l’area, garantire correttezza negli accessi e prevenire comportamenti illeciti.
Parallelamente, si sta lavorando allo studio di nuovi investimenti per migliorare ulteriormente efficienza e qualità dei servizi, valutati alla luce delle misure agevolative previste a livello nazionale per il 2026.
Il piano, dunque, consolida un sistema che negli ultimi anni ha portato il capoluogo da livelli bassissimi di raccolta differenziata a risultati ormai strutturali.
