In Molise preoccupazione per l’aumento dei furti nelle aziende agricole

Farm worker harvesting wheat in the golden sunset generated by artificial intelligence

In un contesto che vede le aziende agricole già alle prese con le rigide normative europee per il comparto e con le conseguenze economiche causate dai dazi che erano stati introdotti nei mesi scorsi dagli Stati Uniti, non sono certamente di grande aiuto i numerosi furti compiuti negli ultimi mesi proprio a danno di imprenditori agricoli della regione.
Le bande appartenenti alla criminalità organizzata delle regioni circostanti, come la Puglia, sono infatti responsabili degli ultimi furti di mezzi agricoli, fondamentali per lo svolgimento delle attività, ma che spesso portano via anche i prodotti ricavati dagli ultimi raccolti.
Un fenomeno che è in crescita in Molise a causa, evidentemente, della collocazione isolata dei capannoni e delle rimesse, distanti dai centri abitati e spesso anche dalle abitazioni degli stessi titolari: una situazione che favorisce le organizzazioni malavitose, ulteriormente agevolate dal crescente spopolamento degli ultimi anni che rende le zone rurali ancora più isolate del solito.
Un fenomeno che purtroppo non interessa soltanto la regione, ma più in generale tutto il panorama nazionale, secondo quanto riferito dalla Coldiretti, che si fa portavoce degli imprenditori danneggiati: “Il business dei furti in campagna in Italia genera danni ingentissimi, stimati da alcune fonti a circa 300 milioni di euro all’anno”.
In merito a questo i rappresentanti dell’organizzazione di agricoltori specificano che il giro delle agromafie nel 2025 ha raggiunto i 25 miliardi di euro, tra furti, frodi, racket, caporalato e controllo della filiera.
La richiesta a tutela del settore primario, quella di interventi mirati da parte delle istituzioni a difesa delle aree interne e delle imprese locali, che rappresentano una fonte di sviluppo e di occupazione per il territorio, che necessitano di essere tutelate.