Una proposta di legge per l’istituzione di una Commissione Speciale Antimafia – già discussa per mesi – è stata inaspettatamente bocciata dal centrodestra in Consiglio Regionale.
A presentarla era stato il Movimento 5 Stelle con l’obiettivo di creare un organismo permanente capace di monitorare le infiltrazioni mafiose sul territorio e promuovere la cultura della legalità. In Aula, però, è arrivato un no secco dalla maggioranza la quale ha motivato la decisione con presunti oneri finanziari.
Un diniego che ha immediatamente dato vita allo scontro politico. L’opposizione ha accusato il centrodestra di avere alzato un muro davanti ad una proposta urgente, soprattutto in un contesto nel quale la Direzione Investigativa Antimafia ha acceso i riflettori proprio su alcune aree del Molise, segnalando infiltrazioni da Foggia, Campania ed aree a rischio tra Campobasso, Isernia e Basso Molise.
Durissimo il commento del Movimento 5 Stelle: “Proviamo vergogna e sdegno – hanno dichiarato in una nota – una proposta di buonsenso respinta con motivazioni inconsistenti. Parlano di costi ma parliamo di poche decine di migliaia di euro per iniziative nelle scuole, attività di studio e divulgazione. Una cifra ridicola rispetto a quanto spende questo Consiglio per ogni seduta”.
Al fronte opposto, quello del centrodestra, il presidente della Commissione Affari Istituzionale, Roberto Di Pardo, ha spiegato che la proposta è stata respinta per via dell’impatto economico e della sovrapposizione con norme già esistenti.
Ma l’opposizione non ci sta. “La verità – attacca la capogruppo PD Micaela Fanelli – è che questa bocciatura rischia di essere letta come un segnale pericoloso, proprio ora che in alcune aree del Molise sono in corso indagini delicate. Non possiamo permettere che la legalità venga sacrificata per calcoli politici”.
Il risultato? Il Molise resta tra le poche regioni italiane senza una Commissione antimafia. Un vuoto istituzionale che secondo l’opposizione, manda un messaggio sbagliato ai cittadini.








