L’Alto Molise è fatto di piccoli paesi, popolazione sempre più avanti negli anni, viabilità di difficile percorrenza e fragilità socio-economiche. Mentre il Pronto Soccorso dell’ospedale Veneziale di Isernia è ormai allo stremo delle forze, lo Stato intende colpire la sanità di prossimità e le guardie mediche.
Nei comuni delle aree interne la guardia medica non è un servizio marginale. È spesso l’unico presidio sanitario disponibile nelle ore notturne e festive. Ridimensionarle o toglierle significa spostare tutto su un Pronto Soccorso, quello del capoluogo di provincia, aggravando una situazione già al limite. Significa più chiamate, più richieste di ambulanze, più accessi impropri per il poco personale rimasto.
Per le piccole ed emarginate comunità della provincia di Isernia questa scelta equivale a togliere sicurezza, a rendere le cure più lontane e avere meno diritti. È così che si alimenta lo spopolamento da parte dei giovani una volta terminati gli studi. La sanità non può essere gestita solo con la logica dei numeri, soprattutto in territori che stanno già pagando un prezzo elevato in termini di isolamento e declino demografico.
I sindaci della zona chiamano in causa tutto l’Alto Molise a sostenere la causa, affinchè ogni decisione politica sulle guardie mediche, assistenza territoriale e diritto alla salute venga ripensata.








