Al termine della serie di riunioni ed audizioni tenute in quarta commissione a Palazzo D’Aimmo sulla questione dell’inquinamento della Piana di Venafro, in presenza dei sindaci dei comuni dell’area, delle associazioni e dei rappresentanti istituzionali, il dibattito resta aperto dopo l’analisi dei dati scientifici raccolti dal CNR di Pisa.
Uno studio illustrato dagli stessi ricercatori dell’istituto, e in cui sono stati inseriti i numeri che riguardano gli agenti inquinanti presenti nell’aria, e che confermerebbero la seguente verità: nel Venafrano sono circa una trentina i decessi all’anno attribuibili all’inquinamento atmosferico, con un generale incremento delle patologie cardiovascolari e un aumento dei tumori, in particolare quello alla mammella.
A determinare l’inquinamento della Piana, sarebbero una serie di concause: la presenza di opifici, il traffico veicolare, il riscaldamento domestico. In questo quadro gli impianti industriali determinano oltre il 60% delle emissioni. Per regolare le attività degli impianti degli stabilimenti della zona, è stata proposta la revisione delle Autorizzazioni Integrate Ambientale, per introdurre normative più severe, ma anche più chiare sotto alcuni aspetti. A ciò dovranno seguire misure ed interventi risolutivi, anche considerando che in questo periodo il diffuso utilizzo degli impianti di riscaldamento sta contribuendo ad innalzare i parametri numerici oltre la soglia consentita.








