Le aree interne e di montagna del Molise sempre più disabitate

E’ disabitata una casa su 2 in regione. Un dato emblematico sulla condizione numerica e sociale del Molise. Un numero destinato purtroppo ad aumentare nel corso dei prossimi decenni se non si intravede una via d’uscita alla denatalità dilagante e allo spopolamento diffuso ed inarrestabile nei piccoli paesi delle aree interne e montane delle 2 province.

Meno del 56% del patrimonio abitativo disponibile in regione risulta occupato. Un riferimento che però è già di qualche anno fa. Viceversa in testa alla graduatoria delle realtà italiane il Lazio con oltre l’80% degli immobili regolarmente aperti a nuclei familiari. In coda alla classifica la Valle d’Aosta con il 44%.

Ad incidere sui numeri nell’intera Penisola l’altitudine delle comunità e il grado di urbanizzazione: i valori più elevati si raggiungono nelle città e nei paesi dislocati nelle aree pianeggianti.

In Molise come in Abruzzo le zone a più alta abitabilità sono quelle che ricadono sul versante adriatico: Termoli, Campomarino e Montenero per la provincia di Campobasso e da Giulianova fino a San Salvo per il litorale teramano, pescarese e chietino.