La Procura della Repubblica di Ascoli Piceno ha aperto un fascicolo per fare piena luce sulla morte di Joshua Di Carlo, il giovane di Campodipietra trovato senza vita all’alba del 24 febbraio nella sua cella, al primo piano della casa circondariale marchigiana.
A sollecitare ulteriori approfondimenti è l’esposto depositato dagli avvocati Silvio Tolesino e Valentina Puca. Nel documento vengono richiamati alcuni scritti redatti dal 23enne durante la detenzione, ma mai recapitati ai destinatari. In quelle lettere, indirizzate all’ex compagna e ai familiari, la vittima avrebbe riferito di episodi di violenza subiti in carcere e di un accesso alle cure ospedaliere per costole incrinate. Circostanze che ora entrano ufficialmente nel perimetro degli accertamenti.
La mattina del ritrovamento il giovane non avrebbe risposto ai controlli di routine della polizia penitenziaria. Una volta aperta la cella, il personale lo ha trovato privo di sensi. I tentativi di rianimazione, avviati immediatamente dagli operatori sanitari interni e dal 118, non hanno avuto esito.
Tra gli elementi segnalati alla Procura vi sono anche le osservazioni dei familiari, che dopo il decesso avrebbero notato sul corpo segni e tracce di sangue al volto, oltre a ecchimosi. Sarà l’autopsia a chiarire la natura di tali lesioni e a stabilire se possano essere collegate alle cause della morte o ad altri fattori.
Non è il primo episodio critico che emerge nel percorso detentivo del giovane. Nel giugno 2025 era rimasto ferito durante una rissa all’interno dell’istituto, colpito con un’arma da taglio all’addome. In seguito a quell’evento, la difesa aveva avanzato richiesta di trasferimento in un’altra struttura. In un primo momento il decesso è stato ricondotto ad arresto cardiocircolatorio. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti vi è anche quella di un’eventuale assunzione di farmaci. Al momento, tuttavia, non viene esclusa alcuna pista.
L’esame autoptico, fissato per lunedì 2 marzo, sarà eseguito dal medico legale incaricato dalla Procura, alla presenza del consulente nominato dalla famiglia, il dottor Paolo Scarano.
Originario di Campodipietra, Di Carlo aveva vissuto anche a Toro nel 2024 e si trovava a poche settimane dalla scarcerazione, prevista per la fine di aprile. Un elemento che contribuisce a rendere ancora più complesso il quadro della vicenda.
ap







