Nell’ultima Conferenza dei Sindaci il dibattito sul Piano Operativo Sanitario

Si è concentrato sul piano operativo sanitario triennale disposto dalla struttura commissariale regionale il dibattito nel corso dell’ultima Conferenza dei Sindaci: il confronto ha portato alla stesura di un documento contenente tutte le osservazioni in merito alle riorganizzazione del sistema sanitario e dei tagli per i comuni molisani, e alle relative conseguenze.
Un documento che dopo la firma del Presidente della Conferenza dei Sindaci Daniele Saia è stato trasmesso alla struttura commissariale, alla Regione, all’Asrem e ai Ministeri in attesa di un riscontro da parte delle istituzioni.
“Il testo – spiegano i primi cittadini – evidenzia numerose criticità tecniche, organizzative ed economiche, oltre a rilievi di natura costituzionale, che rendono la proposta di riorganizzazione sanitaria incompatibile con le reali esigenze dei territori molisani.”
Ad essere criticata, l’applicazione in modo rigido delle linee stabilite nel Decreto Ministeriale 70 del 2015, senza considerare dunque la situazione particolare del Molise e delle sue aree interne.
Ribadita anche la contrarietà alla riconversione dell’ospedale Caracciolo di Agnone, nato con la funzione di coprire l’assistenza sanitaria nelle aree disagiate, a semplice presidio di comunità. Una scelta ritenuta ingiustificata anche dal punto di vista economico, dato che secondo quanto emerso nel dibattito i risparmi così ottenuti sarebbero minimi rispetto costi elevati derivanti dall’aumento della mobilità passiva.
Approfondita inoltre la questione dell’ospedale “Veneziale” di Isernia, un presidio  altrettanto importante per la città e per comuni circostanti.
In sostanza, secondo i Sindaci il piano operativo non delinea al momento un programma di potenziamento del presidio ma solo interventi disorganici, soprattutto per quanto riguarda la riprogrammazione del servizio di emodinamica, il potenziamento dei pronto soccorso e la riorganizzazione della rete di emergenza urgenza.
Ad essere discussi sono in particolare i tempi di percorrenza verso il raggiungimento di altri ospedali o strutture private, data la difficile viabilità nelle aree interne.
La richiesta, quella di una accurata revisione del piano operativo in considerazione delle esigenze territoriali.

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