Sui tagli previsti dal piano operativo sanitario del Molise relativi al nosocomio di Agnone sono intervenuti diverse autorità istituzionali del posto: dopo il primo cittadino Daniele Saia il vice governatore regionale Andrea Di Lucente.
Le perplessità per le sorti del Francesco Caracciolo sono forti. Il piano passerà al vaglio dei Ministeri a Roma per introdurre quei correttivi utili, si spera, a garantire parzialmente servizi aggiuntivi per la parte più disagiata e periferica della provincia di Isernia.
Senza un presidio di emergenza-urgenza non è pensabile immaginare per la struttura agnonese un ospedale di comunità. Per l’Altissimo Molise Agnone rappresenta un punto di riferimento sociale e di servizi ai cittadini. Gli sforzi politici degli ultimi mesi rispetto al Caracciolo non devono essere vanificati da scelte commissariali basate solo su calcoli matematici tornano a ribadire anche i residenti.
Il Governo nella Capitale deve trovare un punto di equilibrio che salvaguardi la dignità e la sicurezza delle comunità che risiedono nelle zone montane, in caso contrario verrà decretata la loro fine.
Il Piano Sanitario 2026-2028 fissa inoltre altre scadenze: entro marzo ci sarà la chiusura di un Punto Nascita, entro maggio la scelta ricadrà su una Emodinamica. In bilico i nosocomi di Isernia e Termoli.







