Ancora polemiche per il raddoppio ferroviario Termoli-Lesina

Ancora polemiche per il raddoppio ferroviario Termoli-Lesina

20 Ottobre 2020 Off Di Giuseppe Pittà

Parliamo del raddoppio ferroviario Termoli-Lesina, un progetto che fu presentato nel 2003, che è stato più volte bocciato dalle diverse Commissioni, quella di Valutazione dell’Impatto Ambientale, l’altra di Valutazione Ambientale Strategica e da Governi e Amministrazioni, anche appartenenti alla stessa compagine politica.

E’ questa la partenza di un documento che giunge dal portavoce del Comitato Cittadini in Rete di Termoli, Carmela Sica, dove intende rispondere al parlamentare europeo Massimo Casanova, appartenente alla Lega ed eletto nella Circoscrizione Meridionale, che fa parte della Commissione Trasporti.

L’europarlamentare ha espresso tutta una serie di critiche ai lavori delle Commissioni, accusando di “talebanismo ambientale” il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Sergio Costa, oltre una Commissione di tecnici incaricata di valutare ambientalmente il progetto.

Dal Comitato arriva così la critica forte per l’esponente della Lega, che “avrebbe dovuto avere, almeno, il buon senso di studiare, o farlo studiare da tecnici di sua fiducia,   il Progetto presentato e poi magari esprimere il suo giudizio”.

Per il portavoce avrebbe appreso tante notizie utili, tra le quali:   La variante al Progetto, non sana le interferenze riscontrate!

Progettare una galleria e non presentare tutti i carotaggi e le indagini previste per legge e dai Manuali Tecnici, potrebbe portare varianti in corso di opera, che bloccherebbero cantieri e sviluppo;

Un Progetto che prevede una nuova stazione a Campomarino, ma nessuna indagine per le opere di viabilità secondaria;

E le  indagini carenti sulle falde interferenti, sulla caratterizzazione e trattamento delle terre  le analisi degli  habitat, il patrimonio agroalimentare, gli ecosistemi interessati dal Progetto e lo studio sulla popolazione esposta all’incremento dell’inquinamento acustico e ancora e ancora.

Carmela Sica Conclude la sua risposta: “Inutile accusarci, pretestuosamente, della difesa ad oltranza del Fratino, che nidifica sulla costa e non è interessato dal tracciato, l’argomento della difesa dell’uccello che blocca “l’Italia che corre” serve solo a chi, come Lei, non ha visto il Progetto e la sua reale ricaduta, e che si ostina a non riconoscere che se un Progetto ottiene stop continui da quasi 20 anni, significa che è il Progetto che è sbagliato non i Tecnici, non i Ministri

che si sono succeduti, non la Regione, non il Comune e neanche i cittadini.