L’ambiguità della Politica nel gesto della neo assessora Filomena Calenda

L’ambiguità della Politica nel gesto della neo assessora Filomena Calenda

17 Marzo 2021 Off Di Redazione

Urge oggi una piccola riflessione sulla pratica politica dei nostri eroi che occupano le famigerate poltrone.

Di Politica nei secoli si sono occupati i più grandi pensatori, ognuno portando analisi approfondite dei percorsi di quella che, molti di loro, hanno definito nei termini culturali dell’Arte della Politica.

E dunque se è Arte deve coniugarsi con un aspetto soggettivo, una forma di espressione che chiede la vicinanza e l’interesse degli altri solo e soltanto in funzione delle proprie visioni.

Sarebbe facile, ma, soprattutto in regime di democrazia, nell’interpretazione della Politica, entra, oggi come ieri, il rispetto per i cittadini, per coloro che esprimono il consenso attraverso il voto.

Deve esserci il rispetto reciproco, altrimenti tutto diventa altro e la cura della casa comune si trasforma nella negazione di ogni principio e nel viaggio ad acquisire e mantenere privilegi personali.

Diventa tutto degrado, un mostro incontrollabile che mortifica l’arte e la pratica, appunto, della Politica, quella con la maiuscola.

Sta tutto qui il peggio, nei comportamenti dei personaggi politici, interpreti famelici di fama e privilegi personali sui palcoscenici delle azioni politiche.

E oggi il peggio sta nella vicenda che ha riguardato, in queste ore, la consigliera regionale Filomena Calenda, che dichiara le cose più terribili contro la maggioranza in Regione e firma con altri 10 consiglieri un documento di sfiducia nei confronti del Presidente Donato Toma, un documento che lo avrebbe ucciso politicamente se solo gli undici consiglieri avessero mantenuto la decisione presa, ma che  diventa carta straccia dopo che, nel giro di pochissimo tempo,  la stessa  consigliera di Isernia decide di soprassedere, ritirando firma e dissenso.

Un dietrofront determinato da un repentino cambio di opinione, sicuramente favorito dalla “furbizia” del Presidente della Giunta, che, con vero colpo di teatro, dismette da assessore l’avvocato termolese Michele Marone e lo sostituisce con precisamente la Calenda.

La neo assessora scrive un comunicato colmo di ringraziamenti per chi ha accolto il suo grido all’impegno, sottolinea che con lei in Giunta sarà attivo e possibile il grande cambiamento delle tante robe molisane, lei che rappresenta e rappresenterà tutte le donne molisane.

Intanto l’ultima notizia è che le donne molisane, ma anche tanti maschietti solidali, non vogliono essere rappresentate dalla Calenda, ritenendo il suo un comportamento non qualificabile e in completa linea con il degrado culturale.

Infine una piccola chiusa, ci siamo tutti preoccupati per un niente, per il rilancio totale del Molise sarebbe bastato un nonnulla, un nuovo assessore, magari con la massima riconosciuta competenza in materia di tutto e tutto, bastava pochissimo, una tacca di energia  e non lo sapevamo. Per fortuna che c’è rimedio.