Le brutture della Sanità molisana tra accuse, dimissioni e autoassoluzioni

Le brutture della Sanità molisana tra accuse, dimissioni e autoassoluzioni

11 Marzo 2021 Off Di Redazione


La situazione è difficile, complessa e disastrosa, la Sanità in Molise è allo sbando e la sensazione è che davvero nessuno sembra poterla salvare dal tracollo generale.

Lo certificano i morti, troppi, che continuano a crescere, che si vanno quotidianamente ad aggiungere al numero già immenso che si registra, lo certificano tutti coloro che si ammalano di qualcosa e che hanno bisogno di attenzione e strutture e cure.

Una Sanità che pensavamo potesse trovare, in questo periodo di emergenza, un percorso riorganizzativo magari più efficiente ed efficace, ma non è stato così, guadagnando uno sfacelo e la condanna del Paese, visto e considerato che abbiamo conquistato il primo posto negli elenchi delle criticità e dei problemi.

Intanto da tempo ormai viviamo il consueto balletto del rimpallo delle responsabilità, una specie di gioco a trovare il colpevole, una situazione che di fatto peggiora il tutto, costruendo ostacoli, polemiche inutili e soprattutto incarognendo l’intero sistema fatto da uomini sempre più ansiosamente negativi.

Un gioco che è andato in scena, come di un pezzo di modesto teatro, in sede di Consiglio regionale, dove una buona parte si è buttata nel gesto di colpevolizzare in toto il Commissario ad acta, il generale Angelo Giustini.

Un modo di fare che ricorda quei cacciatori che si accaniscono contro l’animale che è stato solo ferito e dunque non ha più modi e maniere per difendersi, né perfino scappare.

La proposta di una mozione a chiedere le dimissioni è stata di Vincenzo Niro, che ha chiesto il supporto di tutti i consiglieri, soprattutto di quelli della maggioranza.

Detto fatto, quasi tutti firmano, tranne un paio, Aida Romagnuolo e Michele Iorio, che ritengono le colpe siano più ampie e non solo e soltanto del Commissario e Filomena Calenda, in seguito ad un emendamento specifico sulle tante responsabilità.

Le minoranze sono lontane anni luce, proprio in virtù di una responsabilità diffusa, comprensiva del presidente Donato Toma.

In effetti è una bolgia, una sorta di torre di Babele dai linguaggi diversi ed incomprensibili, dove tutti si affrancano dall’aver contribuito al debito degli anni, che di fatto ci fa commissariati, ma anche dalle disfatte odierne, che appaiono, a noi mortali e morti, estremamente ambigue e confuse, frutto immane di provvisorietà, incompetenze e tanta, tanta lontananza da ogni gestione corretta.

Nel tutto una sorta di salvaguardia della Dirigenza Asrem, che è  soggetto attuatore di organizzazione della Sanità nel territorio, che avrebbe dovuto attivare la programmazione e dunque una buona pratica di tutela per i cittadini e che è sembrata provvisoria e fautrice di  scelte deleterie.

Ma anche il Presidente Toma sembra volersi autoassolvere da ogni peccato.

Nell’ultimo Consiglio urla e strepita e cita il Decreto Balduzzi, se la prende con il suo predecessore, che pure ha fatto danni enormi, e spara a zero su tutto e su tutti, dimenticando che una buona autocritica a volte porta a buoni propositi e perfino a qualche consenso in più.

Tutto questo mentre sembra che il generale Giustini stia per presentare le dimissioni, bruciando la mozione della maggioranza che le chiede, ma anche che il Governo Draghi stia per affidare la questione Commissariamento ad un’altra figura tecnica esterna al Molise, con buona pace del Presidente Toma, che ha mostrato di non gradire un affidamento estraneo a lui stesso e che, così, potrà tornare ad autoassolversi per tutte le questioni che lo vedono colpevole al pari degli altri e di cui continua a proclamarsi se non vittima almeno innocente.