Prosegue il dibattito pubblico sul “Tubone”: la priorità, quella di tutelare il Molise

Il programma di interventi per l’edificazione del collegamento tra i laghi artificiali di Liscione e Occhito, per consentire al Molise di sostenere la Puglia nell’approvvigionamento delle risorse idriche, necessita di un approfondimento per comprendere le caratteristiche del progetto, l’entità dei finanziamenti e le conseguenze per entrambe le regioni interessate.
Un’infrastruttura che avrebbe grande importanza per i territori della Capitanata di Foggia, permettendo di irrigare 4 mila 500 ettari di terreno, soprattutto in considerazione dei cambiamenti climatici che comportano fasi di siccità prolungata che mettono in difficoltà soprattutto la produttività del settore primario.
L’argomento è stato ampiamente discusso sia nelle sedi politiche che negli incontri pubblici, finalizzati a conoscere nel dettaglio le caratteristiche della proposta progettuale. Un progetto che al momento, secondo quanto reso noto, avrebbe un costo di realizzazione complessivo di oltre 160 milioni di euro, per il quale sono stati già finanziati i costi di progettazione.
L’opera, secondo quanto riportato negli ultimi dibattiti, prevede lo stanziamento di 130 milioni di euro per il completamento del primo e del secondo lotto; a generare perplessità però è l’assenza di uno studio di fattibilità a lungo termine, per prevedere le conseguenze sulla portata d’acqua della diga del Liscione e del fiume Biferno.
Intanto dal centro sinistra regionale, in particolare dalla consigliera Micaela Fanelli arriva la puntualizzazione che a tutela delle risorse idriche molisane, occorrerebbe una legge regionale per tutelare i bacini idrici come fiumi e laghi in quanto soggetti giuridici.
Ad essere in discussione non sembra esserci la condivisione dell’acqua come bene pubblico e quindi legittimamente richiesto dai territori che ne hanno necessità, quanto piuttosto il rischio che lo scambio delle risorse idriche si trasformi in quelli che sono stati definiti interessi privati o logiche di profitto. “Chiedo che un soggetto tecnico terzo individuato dal Molise analizzi il progetto – ha spiegato in merito l’esponente del partito democratico – che non può essere Molise Acque, poiché il presidente Vincenzo Napoli risulta anche progettista dell’opera e dunque in conflitto di interessi.”