Dopo qualche settimana di apparente quiete, la vertenza che coinvolge il Responsible Research Hospital del capoluogo torna ad accendersi. I sindacati, che già nei mesi scorsi avevano denunciato le gravi difficoltà economiche della struttura, segnalano ora un nuovo stallo nei pagamenti delle retribuzioni. Nonostante il versamento di parte degli arretrati tra luglio e agosto, comunicato lo scorso 20 ottobre, la situazione sarebbe nuovamente precipitata: ai dipendenti è arrivato soltanto un acconto relativo allo stipendio di settembre, mentre la mensilità di ottobre risulterebbe del tutto scoperta.
Una condizione che le organizzazioni dei lavoratori definiscono ormai ingestibile, soprattutto perché coinvolge quasi 400 famiglie e interessa un presidio sanitario accreditato che garantisce quotidianamente prestazioni salvavita. Da qui la decisione di riprendere l’iniziativa pubblica e sollecitare nuovamente la Regione e gli altri soggetti istituzionali.
Alla base della crisi di liquidità che sta paralizzando il Responsible c’è, ancora una volta, la contesa sui 3,8 milioni di euro riconosciuti alla struttura dalla Corte d’Appello per prestazioni salvavita erogate negli anni passati. Una sentenza tuttavia non definitiva: la struttura commissariale regionale ha infatti impugnato il verdetto davanti alla Cassazione, dopo che il giudizio di primo grado aveva dato torto al Responsible. L’avvio del ricorso ha comportato l’effetto sospensivo dell’obbligo di pagamento, congelando la somma che la struttura riteneva essenziale per ripristinare un minimo di stabilità finanziaria.
Un blocco che pesa come un macigno, perché nel frattempo l’ospedale continua a operare, a garantire servizi essenziali e a sostenere costi fissi che senza liquidità rischiano di diventare insostenibili.
Sul fronte istituzionale si attende ora l’esito dell’iter di negoziazione assistita, avviato dall’azienda su impulso del presidente della Regione Francesco Roberti, che nelle scorse settimane aveva definito questo passaggio una strada obbligata per affrontare una crisi aziendale così complessa. Il percorso è finalizzato a valutare la sostenibilità di un possibile piano di rientro dai debiti.
Il responso è atteso entro la fine del mese e rappresenta un crocevia fondamentale: da esso dipenderà se il Responsible potrà mettere in campo un piano di risanamento o se il dissesto potrebbe precipitare verso soluzioni più drastiche, incluso un eventuale percorso concordatario.
