33 Sindaci del Basso Molise disapprovano il Piano Operativo Sanitario 2019-2021

33 Sindaci del Basso Molise disapprovano il Piano Operativo Sanitario 2019-2021

13 Ottobre 2021 Off Di Redazione

Ne sono 33, sono i Sindaci dei Comuni del Basso Molise, capitanati da Francesco Roberti di Termoli e Giuseppe Puchetti di Larino, i Comuni che sui loro territori vedono la presenza di ospedali, di strutture sanitarie nel tempo mortificate attraverso la dismissione di numerosi reparti e servizi.

Un territorio vasto, che nei periodi estivi vede la moltiplicazione di presenze e dunque di richieste di interventi a tutela della salute di una popolazione aumentata.

Dopo tante lamentele per la sempre più evidente criticità, oggi, tornano alla mobilitazione e alla condivisione collettiva dei problemi.

Lo fanno attraverso un documento, sottoscritto da tutti loro, che si fanno i portavoce istituzionali dei cittadini che rappresentano, sottolineando il loro pieno dissenso dal Piano Operativo Sanitario 2019-2021, adottato dal Commissario ad acta e Presidente della Regione, Donato Toma.

Scrivono di non condividerlo perché “uno strumento così importante per l’intera regione è stato approvato ancora una volta senza il necessario coinvolgimento della Conferenza dei Sindaci, cosa prevista dalla vigente normativa, ma, soprattutto, perché ridimensiona ancora di più le prestazioni ospedaliere per i cittadini di questo territorio con la previsione, neanche tanto celata, di un ridimensionamento complessivo dell’ospedale San Timoteo di Termoli, unica struttura a servizio del territorio basso-molisano dopo il declassamento del Vietri di Larino a Casa della Salute”.

Ritengono che questo Piano non riesca a creare le condizioni necessarie ad adeguare l’offerta di assistenza socio-sanitaria alle reali esigenze della popolazione molisana, ma, al contrario, sono convinti che   i Livelli Essenziali di Assistenza  ne escano peggiorati e che non offra prestazioni commisurate ad una domanda in continua evoluzione e neanche garantisca un Servizio sanitario regionale universale e sostenibile dal punto di vista economico-finanziario.

Per questo e per tante altre ragioni scrivono che “nel caso di mancato accoglimento delle nostre istanze nel redigendo Piano Sanitario 2022-2024, rappresentiamo fin d’ora di non prestare alcuna intesa riservandoci ogni azione utile a salvaguardare e garantire il diritto alla salute dei nostri cittadini.

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