Il Presidente Donato Toma dispone i test rapidi dai medici di base e pediatri

Il Presidente Donato Toma dispone i test rapidi dai medici di base e pediatri

3 Novembre 2020 Off Di Giuseppe Pittà

L’aumento dei casi di contagio da covid nel Molise ha spinto il Presidente Donato Toma ad emanare una nuova Ordinanza, la numero 46 del 2 novembre 2020, attraverso la quale obbliga il Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dei disavanzi del servizio sanitario molisano, Angelo Giustini, di attivare, entro dieci giorni dalla notifica del provvedimento e per quanto di sua competenza, ogni percorso, necessario ed opportuno, per l’approvazione di un protocollo regionale che contenga le disposizioni per l’utilizzo, da parte dei medici di Medicina Generale e dei pediatri di libera scelta, dei tamponi antigenici rapidi durante l’attività ambulatoriale o quella domiciliare, a favore dei propri assistiti ma, nel caso si trovino ad operare nelle strutture messe a disposizione dell’Asrem, anche per quelli di altri medici e pediatri.

I test devono essere effettuati ai contatti stretti asintomatici, individuati sia dai medici e pediatri oppure segnalati dal Dipartimenti di Prevenzione in attesa di tampone rapido ed anche per eventuale tampone previsto per il termine della quarantena.

Naturalmente decidono di sottoporre a test rapido quei casi sospetti che si possono evidenziare nel corso delle visite effettuate.

Tra le altre disposizioni quelle che medici e pediatri, impossibilitati ad eseguire i test rapidi nel proprio studio, debbano individuare le strutture fisse o mobili rese disponibili dai Comuni e dalla Protezione Civile.

Nel caso ci siano riscontri positivi del tampone rapido, i professionisti devono disporre le misure adeguate, quarantena o isolamento fiduciario, in attesa del tampone di conferma, dando immediata comunicazione al Dipartimento di Prevenzione Asrem e rilasciando le debite certificazioni.

Devono anche avviare quelle azioni che possano identificare i contatti stretti della persona positiva al test, concentrandosi primariamente sull’esposizione di conviventi e familiari, sempre informando il Dipartimento di Prevenzione dell’Asrem.
Previste nell’Ordinanza la possibilità, per medici e pediatri, di derogare dall’obbligo, ma devono, comunque, garantire le modalità organizzative alternative per assicurare ai loro assistiti l’esecuzione del tampone.