NEUROMED: La dieta mediterranea allunga la vita

NEUROMED: La dieta mediterranea allunga la vita

31 Agosto 2018 Off Di Redazione


La dieta mediterranea allunga la vita delle persone. Questo il segreto della longevità per i ricercatori del Dipartimento di epidemiologia e Prevenzione della Neuromed di Pozzilli, che hanno condotto ed analizzato uno studio di analisi sul rapporto tra quella che è l’alimentazione mediterranea e la mortalità, utilizzando a campione oltre 5 mila persone, tutte di età superiore ai 65 anni.

I risultati raccontano di una realtà molto chiara e positiva, la dieta mediterranea resta un autentico scudo salvavita.

E’, infatti, in grado di ridurre sensibilmente il rischio di mortalità anche nelle persone meno giovani, anche oggi che è frutto dei vari cambiamenti intervenuti nel corso degli anni, a causa della presenza, nelle nostre cucine, di tanti prodotti della grande distribuzione alimentare e di uno stile di vita sicuramente diverso da quello dei contadini del Mediterraneo.

Il modello tradizionale di dieta mediterranea è ricco di frutta, verdura, pesce, legumi, olio d’oliva e cereali. E’ decisamente caratterizzata dall’uso di poca carne e latticini ed un consumo moderato di vino durante i pasti.

Tutto questo si traduce, secondo i dati raccolti, in una importante riduzione del 25% della mortalità per tutte le cause, con vantaggi notevoli, in particolare, per la moralità cardiovascolare e cerebrovascolare.

Tra gli alimenti che offrono una maggiore protezione si possono individuare quelli con una elevata presenza di grassi monoinsaturi, largamente presenti nell’olio di oliva, ma anche il consumo moderato di alcol.

“I dati lanciano un messaggio importante in termini di salute pubblica” – commenta il direttore del Dipartimento Giovanni de Gaetano – “Con l’invecchiamento progressivo della popolazione mondiale, sappiamo che tra qualche anno gli over 65 rappresenteranno circa un quarto della popolazione europea. Ecco perché è necessario identificare quei fattori modificabili che possono garantire non solo lunga vita, ma anche una quantità di vita accettabile”.