Sono 28 i Comuni del Basso Molise collocati in “zona rossa”

Sono 28 i Comuni del Basso Molise collocati in “zona rossa”

8 Febbraio 2021 Off Di Redazione

Una situazione assai complessa quella dei contagi in Molise, alcuni dei quali davvero fanno pensare alla presenza di un virus già mutato.

Il Basso Molise, soprattutto, dove l’escalation è stata davvero micidiale, dove i numeri sono cresciuti a dismisura, facendo aumentare i decessi ed i casi gravi.

Tutto nel segno di un peso immenso sull’Ospedale Cardarelli di Campobasso, dove si vive alla giornata con i reparti pieni e le condizioni difficili per tutti, pazienti, familiari ed operatori.

Intanto a Campomarino, che era stata ufficializzata come zona rossa già il 31 gennaio, si sono aggiunti altre 27 Comuni, che coprono praticamente tutto quel territorio che viene chiamato Basso Molise, un territorio abbastanza esteso e che è abitato da almeno un terzo della popolazione della regione.

Una zona rossa che, come stabilito nell’ultimo documento, sarà in vigore, in questi Comuni, da oggi e fino alle prossime due settimane e che ribadisce le prescrizioni già indicate in precedenti provvedimenti, che ripropongono alcuni precetti, ma anche li portano a più pesanti conseguenze.

Vengono, infatti, vietati gli spostamenti, sia in entrata che in uscita, verso e dal territorio del Comune, ma anche gli spostamenti all’interno del suo territorio, tranne naturalmente le motivazioni ampiamente utilizzate nel corso dell’intero periodo più critico della pandemia, le esigenze lavorative, di salute e lo stato di necessità.

Spostamenti consentiti per espletare la didattica in presenza, come saranno consentiti i rientri nei domicili, abitazioni e residenze.

Il transito è possibile solo se la meta di arrivo è posta in altri territori regionali che non sono gravati da analoghe restrizioni.

Naturalmente restano chiusi tutti i negozi, tranne quelli di vendita di prodotti alimentari.

Chiusi anche i mercati, tranne quelli alimentari o che vendono prodotti per l’agricoltura, i vivai e le colture floreali.

Apertura invece per le edicole, le farmacie, le parafarmacie, i tabaccai, oltre le lavanderie, le tintorie, i barbieri, i parrucchieri, i servizi di pompe funebri e le varie attività connesse.

Per la ristorazione resta consentita la consegna a domicilio e l’asporto, ma quest’ultimo solo fino alle 22.

Blocco per tutte le attività sportive e per le visite ai parenti ed amici nell’intero territorio comunale o entro 30 chilometri dallo stesso Comune.

Un provvedimento che era atteso davvero da tanti cittadini, che per molti perfino arriva tardi, ma che può portare a qualche miglioramento e dunque ad arginare gli effetti drammatici di questo bruttissimo periodo.