Sanità, domenica ad Isernia la fiaccolata per il “Veneziale”. Sulla questione interviene anche il Movimento 5 Stelle

Una fiaccolata per accendere i riflettori sulla sanità molisana e sul futuro dell’ospedale “Veneziale” di Isernia. È l’iniziativa annunciata dal sindaco Piero Castrataro, che domenica 18, alle ore 17, chiama cittadini, associazioni e amministratori a una mobilitazione pubblica «dal grandissimo significato», come l’ha definita in un video diffuso sui social. Un gesto per rappresentare preoccupazione e richiesta di cambiamento, con l’obiettivo dichiarato di migliorare i servizi sanitari dell’intera regione.

La fiaccolata arriva al termine di giorni di forte tensione e di protesta istituzionale che ha contribuito a riaprire il confronto a livello regionale, portando all’incontro svoltosi a Campobasso tra il primo cittadino e i vertici dell’Asrem.

Sull’esito del confronto è intervenuto il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Angelo Primiani, che ha parlato di segnali incoraggianti, pur invitando alla prudenza. L’istituzione di un tavolo di lavoro, ha spiegato, è un passaggio positivo ma non risolutivo. “Ora – ha ribadito – bisogna passare dalle parole ai fatti”. Per il Veneziale, secondo il pentastellato, servono misure vere: concorsi efficaci, politiche in grado di attrarre personale sanitario e un impegno più deciso da parte dell’azienda sanitaria regionale.

Il problema strutturale resta infatti la carenza di medici e infermieri, con bandi che continuano ad andare deserti. In questo contesto, il consigliere ha riconosciuto lo sforzo dell’amministrazione comunale, che ha avanzato proposte per favorire l’arrivo di personale, ma ha puntato il dito contro l’Asrem e, soprattutto, contro la struttura commissariale, accusata di un atteggiamento finora troppo attendista.

Le critiche al commissariamento si inseriscono in un quadro più ampio di contestazioni politiche. Primiani ha ricordato la mozione presentata insieme ad altri esponenti del centro-sinistra per chiedere la rimozione dei vertici, citando una serie di inadempienze ritenute gravi. Tra queste, la mancata approvazione del Programma operativo sanitario, documento richiesto dai ministeri e che ha a lungo impedito l’accesso a circa 90 milioni di euro destinati alla sanità regionale.

Non meno dura la denuncia sulla scarsa trasparenza. “Da mesi – ha affermato – attendiamo documenti richiesti alla struttura commissariale senza ricevere risposta. È il segno di un dialogo che non c’è e di un metodo che esclude il confronto”.