Si chiude, almeno nella fase cautelare, il contenzioso sulla riorganizzazione della Rete Ictus e della Rete Trauma della sanità molisana. Il Consiglio di Stato, come si evince dall’ordinanza depositata oggi, ha respinto l’appello presentato dal Comitato pro Cardarelli, Cittadinanzattiva e altri ricorrenti, confermando quanto già deciso dal Tribunale Amministrativo Regionale e lasciando pienamente operativi i provvedimenti commissariali contestati.
La decisione mette un punto fermo ad una vicenda giudiziaria complessa, sviluppatasi nell’arco di diversi mesi ed incentrata sui decreti con i quali è stato ridefinito l’assetto delle reti di emergenza-urgenza.
Già a dicembre il Tar Molise aveva respinto le richieste di sospensione, ritenendo non sussistenti i presupposti per bloccare l’efficacia dei decreti e rinviando l’esame delle questioni sostanziali alle udienze di merito. Una linea che il Consiglio di Stato ha ora condiviso integralmente. Nell’ordinanza si evidenzia come l’appello cautelare investa una riforma complessiva del sistema assistenziale per ictus e politrauma, ma non dimostri l’esistenza di un danno grave e irreparabile tale da giustificare un intervento immediato dei giudici.
Il Collegio ha inoltre richiamato il fatto che il giudizio di merito sulla Rete Ictus è già stato calendarizzato dal Tar per il 25 marzo 2026 e che, per quanto riguarda la Rete Trauma, sono pendenti i motivi aggiunti con una trattazione cautelare fissata a mercoledì 14 gennaio. Un elemento che ha avuto un peso nella valutazione complessiva riguarda anche il superamento di alcune delle censure avanzate dagli appellanti, in particolare quelle legate alla presunta assenza di una disciplina organica sulla Rete Trauma, nel frattempo adottata con uno specifico decreto commissariale.
Alla luce di questo quadro, secondo il Consiglio di Stato, non vi erano le condizioni per intervenire in via d’urgenza. L’appello è stato quindi respinto e i ricorrenti sono stati condannati in solido al pagamento delle spese della fase cautelare, liquidate in favore dell’Avvocatura dello Stato, dell’Asrem, dell’Istituto Neuromed e del Comitato Salute e Vita, tutte parti costituite nel giudizio.
La fase cautelare, sia davanti al Tar sia davanti al Consiglio di Stato, si chiude con un indirizzo chiaro e coerente: nessun blocco alla riforma e rinvio delle valutazioni definitive alle udienze già fissate.
