Sanità, salta l’emendamento Lancellotta: corsa contro il tempo per evitare il buco in bilancio

La mancata approvazione dell’emendamento a firma dell’onorevole Elisabetta Lancellotta al decreto Decreto Milleproroghe apre un nuovo fronte critico sui conti della sanità molisana e riaccende lo scontro politico tra centrodestra e opposizione.

Il testo, che puntava a rimodulare le condizioni previste dalla Legge di Bilancio 2025 per consentire alla Regione Molise di accedere ai 90 milioni destinati al ripiano del disavanzo sanitario, non è stato posto in votazione in Commissione Bilancio alla Camera. Secondo la consigliera regionale del Partito Democratico Micaela Fanelli si tratta di un fallimento politico che lascia la Regione stretta in “norme capestro”, con l’obbligo di approvare il Programma operativo entro il 28 febbraio e di garantire coperture stringenti sul deficit. Una scadenza che, alla luce dei passaggi tecnici ancora in corso – a partire dal via libera ministeriale sulla rete ospedaliera – appare difficilmente rispettabile.

Di diverso tenore la lettura fornita dalla stessa Lancellotta: l’emendamento, sostiene la deputata di Fratelli d’Italia, non sarebbe stato bocciato ma travolto dall’ostruzionismo delle opposizioni, che avrebbe impedito la votazione di circa cento proposte emendative prima del passaggio del provvedimento in Aula. La parlamentare assicura di aver già avviato un’interlocuzione con il Governo per riproporre le modifiche in un prossimo intervento legislativo.
Nel frattempo resta in vigore l’impianto legato all’emendamento Lotito, che vincola l’erogazione delle risorse all’approvazione del Programma operativo entro fine mese e alla copertura del disavanzo residuo entro il 2027. Un doppio obiettivo che, allo stato attuale, appare complesso: dei 31 milioni da ripianare, solo 5 risultano già appostati per il 2025.

Il presidente della Regione, Francesco Roberti, guarda a possibili soluzioni alternative, compreso l’utilizzo di fondi PNRR, già impiegati in passato per esigenze analoghe. Ma senza un intervento normativo o una deroga sui tempi, la chiusura del bilancio regionale rischia di trasformarsi in un percorso ad ostacoli, con un disavanzo sanitario che supera i 130 milioni e margini finanziari sempre più ridotti.

Al di là delle accuse incrociate, il nodo resta tecnico prima ancora che politico: trovare coperture certe e rispettare scadenze che, ad oggi, sembrano difficilmente conciliabili con la complessità delle procedure in corso. Nei prossimi giorni si capirà se da Roma arriverà una nuova finestra normativa o se il Molise dovrà affrontare una manovra correttiva interna per evitare un ulteriore aggravamento dei conti.

 

ap