Ritorna al centro del dibattito tra i sindacalisti della CGIL la questione degli infortuni sul lavoro, dopo la pubblicazione della statistica annuale divulgata dall’INAIL.
Un numero complessivo di infortuni che nel 2025 ha registrato 211 casi in più in Abruzzo e 29 in Molise, rispetto al 2024. Incidenti che sono stati complessivamente 12.033 in Abruzzo e 1.785 in Molise.
In quest’ultima regione, in provincia di Campobasso i casi sono stati 1.397, ovvero 40 in più del 2024, e 388 in quella di Isernia, cioè 11 in meno.
I lavoratori coinvolti: nel 38% dei casi donne, nel 62% uomini; la loro nazionalità: italiana nel 90% degli episodi e estera nel 10%.
I settori produttivi più colpiti: l’industria manifatturiera con l’11% degli incidenti, seguito da edilizia, sanità e agricoltura.
Gli episodi mortali: in totale 5, uno in più del 2024, ovvero 4 in provincia di Campobasso e 1 in quella di Isernia.
Tutti dati che evidenziano una maggiore incidenza del fenomeno nel campobassano rispetto all’area di Isernia.
In Abruzzo invece i numeri più alti sono stati riportati anche quest’anno dalla provincia di Chieti, sebbene gli episodi denunciati siano in calo di 48 rispetto all’annualità precedente. Seguono Teramo, L’Aquila e Pescara, con dati comunque in crescita.
Nel 64% dei casi i lavoratori coinvolti sono stati quelli di genere maschile e nel 36% femminile; la loro nazionalità: italiana nell’84% dei casi, nel 16% stranieri.
Il settore maggiormente interessato: l’industria manifatturiera; seguito da edilizia sanità ed assistenza sociale e agricoltura.
Scende il numero di incidenti mortali: 19 nel 2025 rispetto ai 23 del 2024.







