Sempre più ridotte le prospettive sciistiche a Campitello Matese

Dopo la rinuncia di Francesco Di Giovine al vertice della società Funivie Molise, le organizzazioni sindacali intervengono spostando il tiro alla situazione economica e strutturale degli impianti di Campitello Matese. A pagarne le conseguenze è l’intera area matesina che continua a vivere in una condizione di incertezza storica e manageriale.

Nella stazione sciistica principale della regione si consuma un disastro evidente e non solo per la carenza di neve: le stagioni sportive sono sempre più brevi, i contratti di lavoro precari e la fragilità delle prospettive occupazionali.

A Campitello ogni inverno che passa si riduce il flusso turistico dalle realtà limitrofe come Campania, Lazio e Puglia, a causa di troppi anni senza programmazione, finanziamenti insufficienti e di una visione organica mai realmente consolidata, moderna e sostenibile. La montagna molisana, se includiamo anche Capracotta e Pescopennataro, non è più così attrattiva pur avendo le carte in regola in materia di patrimonio naturalistico, posizione geografica, potenzialità ambientali.

Sindacati, lavoratori e la classe politica devono guardare ad una gestione delle strutture in quota con competenza, stabilità, investimenti tecnologici e di un piano pluriennale di rilancio dell’intero comparto turistico molisano. Al contrario l’ennesimo fallimento sarà dietro l’angolo.