Giornata di sciopero del Trasporto Pubblico Locale in Molise e nel resto d’Italia

Giornata di sciopero del Trasporto Pubblico Locale in Molise e nel resto d’Italia

25 Ottobre 2019 Off Di Giuseppe Pittà

I dipendenti del Trasporto Pubblico Locale, aderendo alle rivendicazioni generali del settori, si astengono dal lavoro nella giornata di oggi, attraverso modalità di intervento che garantiscono però i collegamenti per i pendolari, questo per non pregiudicare gli impegni delle altre categorie di lavoro.

Uno sciopero generale nazionale, che riguarda tra l’altro anche i settori della sanità e della scuola, per protestare nel complesso sia per la mancanza di necessari aumenti salariali, ma anche chiedendo l’abolizione del job act e della Legge Fornero.

Un venerdì nero, dunque, in tutta Italia ed anche nel Molise, dove i lavoratori del trasporto si fermano questa sera dalle 19 alle 23, mentre il personale degli uffici si astiene nelle ultime 4 ore della prestazione lavorativa.

In Molise è anche una occasione per sottolineare quelle che sono considerate le condizioni normative e salariali pegiori d’Italia.

In Regione un parco rotabile da terzo mondo, come affermano le organizzazioni sindacali della CGIL, CISL, UIL, UGL e CISAL, stipendi non pagati, assenza di una contrattazione di secondo livello, vessazioni di ogni genere, tutto fuori regola, dove sembra non esistere alcuna programmazione e sicurezza.

Per i rappresentanti sindacali molisani “i lavoratori del trasporto pubblico locale sono arrivati letteralmente allo stremo e non sono più disposti a tollerare le inefficienze e le condizioni di sfruttamento del personale”.

Intanto, nell’occasione, hanno modo di rispondere alle critiche avanzate dall’Assessore regionale Vincenzo Niro, che chiede di poter lavorare in pace per dedicarsi al compito di mettere ordine all’intero settore.

Le risposte sono quelle di chi è esasperato da mille difficoltà e oberato da mille problematiche, infatti le organizzazioni sindacali affermano di aver “lasciato lavorare tutte le legislature precedenti, ma l’esito è sempre più avverso” in un sistema dove sembra che la disorganizzazione sia la cifra più concreta, quella che pesa su tutte le componenti del comparto e sull’utenza, che non trova una sola soluzione agli affanni quotidiani.