Il dolore resta, ma oggi a prevalere è la rabbia. Fernando Carlucci, padre di Silvia, la ventenne morta nel violento incidente sulla Statale 17, affida alle parole un’accusa precisa: “Mia figlia non torna più, ma non si può continuare a ignorare quello che succede su quella strada”.
Imprenditore, originario di Castelpizzuto e con legami a Longano, racconta di aver segnalato mesi prima alle istituzioni le criticità del tratto viario. Il 26 ottobre aveva inviato una PEC a Prefettura, Provincia, Procura e Corte dei Conti per denunciare formalmente le condizioni della viabilità nell’area tra Castelpizzuto e Longano, segnata da una frana e da un traffico pesante.
Non cerca colpevoli per l’incidente che è costato la vita a Silvia, che definisce “una tragica fatalità”, ma punta il dito contro una situazione che, a suo dire, espone quotidianamente residenti e pendolari a rischi evitabili. Chiama in causa la Provincia e gli enti proprietari della strada, sollecitando interventi strutturali e controlli più rigorosi, anche sul traffico dei mezzi pesanti.
Il suo è un appello che va oltre il lutto privato: “Qui passano studenti, lavoratori, famiglie. Non si può aspettare un’altra tragedia per intervenire”. Una richiesta di responsabilità pubblica che nasce da una perdita irreparabile e che ora chiede risposte.
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