Avrebbero vomitato fino a trenta volte in una sola notte. È uno dei dati clinici più drammatici che emerge sull’agonia di Sara Di Vita e della madre Antonella Di Ielsi, decedute a poche ore di distanza tra il 27 e 28 dicembre. Un dettaglio che restituisce la violenza della crisi che preceduto il tragico epilogo e che oggi orienta le ipotesi medico-legali verso una tossinfezione di estrema aggressività.
A riferirlo, come riportato da Adnkronos, è il medico legale Marco Di Paolo, consulente della famiglia Di Vita. Secondo l’esperto restano al vaglio due scenari principali: l’ingestione volontaria di una sostanza tossica oppure l’azione di una tossina prodotta da batteri patogeni. Sono, invece, escluse le ipotesi inizialmente temute come il botulismo e l’epatite fulminante.
Dall’autopsia è emerso che madre e figlia erano persone sane, prive di patologie rilevanti, decedute in tempi diversi ma dopo un evento compatibile con qualcosa ingerito. “Al momento possiamo parlare solo in termini generici di tossinfezione alimentare – ha spiegato Di Paolo ad Adnkronos – ma non è ancora possibile stabilire quale alimento o quale sostanza abbia causato l’intossicazione”.
Particolarmente significativo il quadro sintomatologico: vomito incoercibile, fino a trenta episodi nell’arco di una sola notte, una condizione che avrebbe provocato una grave disidratazione e un danno multiorgano, portando rapidamente al collasso clinico. Un decorso violentissimo, che spiega la rapidità con la quale la tragedia si è consumata.
Sul piano giudiziario, restano ancora molti passaggi da chiarire. Il consulente della famiglia ha precisato di non aver avuto accesso alla documentazione clinica, attualmente secretata e nella disponibilità dei consulenti della Procura. Sarà proprio il confronto tra dati autoptici, cartelle cliniche e gestione sanitaria a chiarire se l’evoluzione fosse oggettivamente imprevedibile o se vi siano stati margini di intervento.
Nel frattempo, sul fronte familiare, la primogenita Alice è stata dimessa nei giorni scorsi ed è rientrata a Pietracatella. Per il padre, i medici valutano una possibile dimissione nella giornata di domani. Solo allora la comunità potrà celebrare i funerali di Antonella e Sara, strappate alla vita da una tossinfezione che, a oggi, resta senza una causa certa.








