Sanità: le continue criticità delle situazioni legate alla pandemia

La pandemia non è solo cercare di estendere i livelli di sicurezza, non è soltanto la possibilità della quantità e qualità dei vaccini, ma è anche e soprattutto accoglienza e cura per i soggetti risultati positivi, che partendo dai tamponi, si sono trovati ad affrontare le azioni dei ricoveri e, dunque, la realtà ospedaliera e le condizioni dell’operatività del personale impegnato quotidianamente nell’opera di assistenza.

Si è parlato molto, in tutti questi mesi, tra un’ondata e l’altra e a commento delle tante, troppe vittime del covid, di come è stata organizzata la rete sanitaria di intervento, ma sono state più che altro le chiacchiere del timore e della normalità della critica, anche se il dibattito che è succeduto ad alcune decisioni è stato ampio ed abbastanza puntuale.

Purtroppo le indicazioni di tanti Sindaci, che hanno parlato a nome dei cittadini da loro amministrati, circa la creazione di una struttura covid al Vietri di Larino, proposta dal Commissario ad Acta Giustini non è stata accolta dal Ministero della Salute e le risultanze sembrano essere oggi assolutamente evidenti.

Un affollamento, ambiguo e davvero pericoloso, al Cardarelli di Campobasso, dove i malati di covid vengono in contatto, in qualche modo, a pazienti con altre patologie, creando non quel “piccolo focolaio” comunicato dal Direttore dell’Asrem Florenzano, ma un grande e pericolosissimo focolaio, come giustamente ha sottolineato il Direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia, il dottor Giuseppe Cecere, che, tornato dalle ferie si è trovato di fronte ad una situazione difficilissima, tanto da chiedere  la chiusura del reparto.

A questo si aggiungono le indagini in seguito alla denuncia del Comitato delle Vittime, indagini che stanno procedendo spedite tra sequestri di documentazioni e controlli nelle sedi opportune.

Intanto per dovere di cronaca, il Direttore Oreste Florenzano ha respinto ogni notizia in merito al passaggio dei pazienti covid negli altri reparti, ha convocato una riunione apposita per lunedì 11 gennaio per appurare l’origine del cluster al Cardarelli ed ha deciso di non chiudere il reparto di Chirurgia, ma di limitarne l’accesso ai pazienti.

 

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